Apnea notturna

Da circa 5 anni soffro di apnea notturna, che di solito si manifesta con situazioni di soffocamento improvvise. La prima volta che mi capitò ero reduce da un periodo di lungo stress, ci rimasi malissimo, mi sembrava di star per morire. Non dico che poi nel tempo ci ho preso l’abitudine, ma almeno non è più una sorpresa.

Visto che queste crisi capitano raramente, direi 1-2 volte all’anno, ho sempre pensato che se ne sarebbero andate via con lo stesso garbo con cui si sono presentate. Ma all’ennesimo caso mi sono deciso a porre rimedio. Ed ho fatto la polisonnografia. Esperienza memorabile.

Ti mettono addosso un aggeggio che devi tenerti legato al torace tutta la notte e che ti registra le attività cardiache. Contemporaneamente devi tenerti una doppia cannuccia nel naso. La registrazione verifica gli stati di apnea notturna e li mette in corrispondenza con i battiti cardiaci, per poi verificare se ci sono scompensi notturni. Non sono riuscito a dormire, e verso le 4 di mattina ho deciso che ne avevo abbastanza, togliendomi di dosso l’aggeggio infernale. L’esame risultò valido ugualmente, ma non definitivo, c’era bisogno di un approfondimento ORL per verificare se le mie apnee notturne non fossero per caso frutto di un reflusso gastro-esofageo.

 

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