Flashback: ernia discale L5-S1. Parte 4 su 4 (the days after)

I tempi di recupero sono stati medio-lunghi. 3 settimane a riposo quasi assoluto, e poi lenta ripresa delle normali attività quotidiane. Dopo 3 settimane, dunque, sono tornato al lavoro ed ho ricominciato a fare nuoto. L’attività sportiva è pressoché indispensabile in casi come il mio, ma bisogna stare attenti. Il nuoto fa bene, il jogging (per esempio) non fa bene. Altro discorso relativamente ai dolori. La zona dell’operazione mi ha fatto male per mesi, e tuttora la zona lombare è molto bloccata e poco elastica. Lo stratching fa bene, ma va fatto senza esagerare.

Il vero problema, tuttavia, è un altro: io ho ancora un po’ di male. Ne ho parlato con il Dr Wolf, e naturalmente con il Dr Antonino. Questi ha escluso complicazioni neurochirurgiche: dal suo punto di vista l’operazione è perfettamente riuscita e non c’è nulla che lui possa ancora fare. Allora il dolore da dove arriva? Ho fatto i raggi e la risonanza magnetica, e nulla si è evidenziato. Martedì prossimo ho anche una ecografia per capire cosa sia che mi provoca dolore. Per carità, il dolore è assolutamente sopportabile, a meno che io non prenda una botta proprio lì, ma è sconcertante avere ancora male, seppur poco.

Ho fatto 2 visite ortopediche in questi ultimi mesi. La prima, tramite USL, mi ha posto nuovamente di fronte al Dr Manz. Ricordate? Sì, proprio lui, l’Incompetente con la I maiuscola. Ma chi me l’ha fatto fare? Ovviamente è stata una visita inutile, una totale perdita di tempo. E allora sono andato a pagamento con il Dr Scalzo, che tuttavia con i raggi e la risonanza in mano ha fatto fatica a capire da cosa sia provocato il mio problema. E’ stato lui a prescrivermi la ecografia che farò martedì, e poi ci rivedremo. Lui mi ha anticipato che potrebbe essere eseguita una mesoterapia locale, con una iniezione che mi ‘congeli’ la causa del dolore, qualsiasi essa sia. Il problema è individuarla con certezza e, dato il posto (zona sacrale) vi immaginate quale sia la difficoltà.

Sono un po’ pessimista. Continuo spesso a dirmi che vivrò il resto dei miei anni (spero molti) con questo dolore che, anche se non lancinante, è comunque una grande rottura di palle. Vedremo. La cicatrice è meno evidente rispetto al dopo operazione, e fa un che di vissuto e di ‘memento’ che mi porterò per sempre.

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