Flashback: visita dietologica

La parola dieta non deve essere per forza sinonimo di dimagrimento. Secondo me la dieta è più da intendersi come una regola che le persone dovrebbero darsi per avere un regime alimentare più corretto. Grassi e non.
A volte tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica cosa dobbiamo fare e come dobbiamo comportarci, perché nonostante dentro di noi sappiamo quale sia la strada da seguire, la forza di volontà non è abbastanza forte da convincerci a seguirla.
Da anni mi dico che devo perdere 2-3 chili. Il mio è un leggero sovrappeso, e nessuno guardandomi direbbe che sono né grasso né paffuto. Ma io lo so che per mettermi a posto al 100% dal punto di vista del peso forma dovrei perderli quei (pochi) chili in eccesso. Come fare? A cosa rinunciare? Il footing l’ho dovuto abbandonare per i noti problemi alla schiena, faccio nuoto in piscina e ginnastica/stretching in casa. Ma non basta. E a livello alimentare, nonostante non abbia stravizi, faccio fatica a fare qualche rinuncia.
Ed allora l’anno scorso mi sono deciso: vado dalla dietologa.
E durante la visita sono riuscito a collezionare un paio di figure di merda da Top 10.
Intanto la Dr.ssa Greenhouse mi chiede perché sono andato a farmi visitare, visto che i miei parametri a suo giudizio sono del tutto normali ed in linea con la mia età. Io spiego a lei il mio concetto di “regola” e lei mi guarda con uno sguardo da compatimento.
Poi accade l’imponderabile. Mi si rompe la cintura, staccandosi la fibbia. I pantaloni non stanno su da soli. La Dr.ssa mi chiede se mi sono rivestito, io esco dallo spogliatoio dopo 10 minuti di tentativi di aggiustamento andati a vuoto con i pantaloni tenuti su con una mano, e con la cintura nell’altra. Spiego il problema e viene chiamata una segretaria con un piccolo cacciavite. La Dr.ssa pensa che io sia un cretino assoluto.
Vado incontro alla segretaria e, da vero pirla, nell’afferrare il cacciavite perdo la presa dei pantaloni che calano in modo imbarazzante. Ora: la Dr.ssa Greenhouse sarà anche brava, ma certamente è antipatica e brutta. La segretaria, invece, è davvero meritevole. Riesco a mascherare l’imbarazzo in modo tale che alla fine erano loro più imbarazzate di me, ma nulla toglie alla figura da deficiente che sono riuscito a fare.
Solitamente non sono un gaffeur, la situazioni fantozziane non fanno parte del mio DNA. In questa  situazione, tuttavia, mi sono involontariamente reso ridicolo di fronte a 2 persone, 2 donne, e credo che difficilmente riuscirò a fare di peggio.
La dieta prescritta, alla fine, si limita ad un controllo dei condimenti ed alla rinuncia ad alcuni fritti, di cui tra l’altro non abbondo.

A proposito, dopo 2 ore avevo una cintura nuova.

Ma poi, scusate, al mare siamo tutti in slip e le donne in bikini, talune in topless. Perché allora se una mi vede in mutande dovrei vergognarmi?

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