Dal medico, secondo tempo: la dura realtà

Il Dr Wolf è sereno e sorridente, simpatico ma serio come al solito. Gli esibisco subito l’esito della visita laringoscopica ultimamente eseguita e lui mi prescrive la visita di controllo e i farmaci (Lucen e Riopan) che mi servono per tenere sotto controllo il reflusso gastro-esofageo. Gli dico che, tuttavia, pochi giorni fa ho avuto purtroppo un ritorno della sindrome da soffocamento, e che ne sono preoccupato. Lui mi chiede come mi sento in generale, ed io gli racconto come una confessione il mio stato di malessere e di nervosismo latente che mi sto portando dietro, gli dico dello scatto d’ira recentemente avuto e dell’aggravamento della psoriasi (sì, ho la psoriasi. E’ un discorso lungo e ve ne parlerò in futuro). Gli dico che dormo male, che al lavoro mi arrabbio facilmente, ho un modo di fare sempre polemico e che rispondo in modo scortese ai miei colleghi.
E’ difficile fare una autoanalisi, è difficilissimo fare una autocritica. Ma è utilissima, perché bisogna essere sinceri con se stessi e con gli altri, e visto che il mio peggioramento di carattere (e  non solo) si è manifestato nelle ultime settimane, forse in questo modo posso con l’aiuto del medico andare alla radice dei miei problemi. Che secondo il Dr Wolf nascono dalla testa, e si diramano poi nel corpo assumendo le forme più bizzarre: nervosismo, psoriasi, soffocamento, ira, sono tutte conseguenze di un malessere che si è annidiato nel mio cervello. Forse non è ancora una depressione vera e propria, forse è solo un periodo “storto”, una crisi passeggera di mezza età. Ed allora Dr Wolf mi prescrive dei farmaci rilassanti e mi dice di fare per benino una cura del sonno, assumento il Flunox con regolarità, ed accompagnandolo durante le ore diurne dallo Xanax.

Poi il Dr Wolf si fa serio e mi dice che sendo lui dovrei andare a fare una chiaccherata con lo strizzacervelli.

Questo un po’ me l’aspettavo, lo temevo. “Ma come” dico io “una persona razionale come me, come fa a trovarsi invischiata in una situazione dove il nemico ha i contorni indefiniti?”. Il Dr Wolf è serafico, e mi spiega come siano le menti più razionali quelle più soggette a problemi di salute mentale, senza per questo voler dire che io abbia certi problemi. Ma una seduta dallo Psichiatra lui me la consiglia vivamente, e mi invita a farla a breve.
Tuttavia, lui dice, una buona terapia del sonno dovrebbe bastarmi. Una volta ricaricate le pile tutto il corpo ne troverà giovamento e buona parte delle mie “paturnie” scomparirà come d’incanto. Io me lo auguro.
La dura realtà è difficile da affrontare, ma io devo e posso farcela. Non devo e non posso fare lo struzzo facendo finta di non vedere i problemi per convincermi che essi non ci siano. Sono molto determinato.
Mi faccio prescrivere i farmaci scaduti (me lo ero appuntato su un foglio), saluto e ringrazio il Dr Wolf ed esco dall’ambulatorio. 18 minuti in tutto.

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