Psycho parte 2 (su 2): gli effetti

Le mie illusioni crollarono subito dopo 1 secondo.
Mi ero sognato la bella psicologa, camice bianco, chioma bionda riccia e fluente, occhiali con montatura nera, gonna corta, tacchi.
Forse i giornaletti erotici che giravano in classe in quel periodo (giuro tuttavia che io non ne ero il fruitore principale), mi avevano dato la speranza immaginaria di incontrare una donna bella, giovane, provocante e comunque psicologa.
Nulla di più falso.
Il Dr Hills aveva detto che era “sulla quarantina, forse anche meno”.
Minimo ne aveva 50. Andatura zoppicante (molto zoppicante), vestiti ordinari, capelli corti grigi, brutta come il tetano, e addirittura con un dente incisivo superiore spezzato a metà in senso diagonale. No, dico, ed io facevo pure i sogni erotici.
Detto questo, il motivo delle mie sedute era quelle di dare ordine al mio fragile io esistenziale, cercando di capire la causa dei miei problemi.
Dopo un paio di sedute (di un’ora l’una) mi ero già abbondantemente rotto le palle; avrei dovuto farne minimo 10, ma dopo la quinta non ci sono più andato. In pratica “bruciavo”. Dicevo ai miei genitori che ci andavo (prendevo comunque l’autobus per conto mio) ed invece andavo a zonzo per i fatti miei. La psicologa? Mai più vista.
Che vantaggi ottenni? Pochi. Capii che molti dei miei disagi derivavano dal rapporto conflittuale che avevo con i miei genitori (con mia madre in particolare), ma non era una novità dato che con mia madre ci litigo in continuazione, l’ultima ieri sera.

[Telefono per chiedere consiglio a mio padre sulla manutenzione del galleggiante del WC di casa che perde un po’ d’acqua, risponde lei e invece di passarmi mio padre inizia una filippica sul fatto che secondo lei dovrei cambiare alcuni particolari dell’arredamento dell’altro bagno. A parte che entrambi i bagni sono eccellenti come arredamento, ma perché si ostina a rompere?]

Nei mesi seguenti ho iniziato a conquistare sempre maggiori quote di libertà personale con i miei genitori, e trovando la soluzione di molti dei miei problemi dentro di me, con la sola forza di volontà. In fondo, alla fine, alcuni benefici li ho avuti, ma più per acquisizione di autoconsapevolezza che altro.

La psicologa mi è servita perché ho capito che nessuno avrebbe potuto aiutarmi, tranne me.

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Ecco un vaga idea dei miei sogni infranti
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