Problemi delle vacanze. Parte 1 di 3: la bilancia

Le vacanze ad un ipocondriaco procurano sempre qualche pensiero. E’ pur vero che le mie vacanze sono andate molto bene e non ho avuto guai, e questa è la cosa più importante. Tuttavia qualche grattacapo l’ho avuto, come quando, al primissimo giorno di mare, il figlio è inciampato per poi rotolare giù da una scalinata e facendosi 8 gradini di ruzzolone. Grande ematoma su un fianco, visibile ancor oggi dopo 16 giorni, ma fortunatamente nessuna botta in testa. Dopo 60 minuti di lacrime la vacanza è ricominciata.

Torniamo a me. Le mie vacanze in genere sono foriere di 3 grosse problematiche, di cui la prima è evidenziata dal titolo. Volevo fare un solo mega-post con la esplicazione di tutti e 3 questi problemi, ma poi ho pensato che vi sareste annoiati a leggere un tema lungo e prolisso, per cui ecco qui intanto la prima parte.

So resistere a tutto tranne che alle tentazioni (Oscar Wilde). Ecco, questo sono io in vacanza.
Il buffet della colazione prevedeva cornetti alla marmellata caldi appena sfornati, crostate di vario tipo, focaccia, biscotti. Come resistere? Il buffet di pranzo e cena era tutto un fioccare di frutti di mare, seppioline, spicchi di pizza, fiori di zucca fritti, pane fritto (squisito), verdure gratinate e grigliate. Le portate poi erano ricche, sostanziose e buonissime.
Ho mangiato come un facocero a digiuno da un mese, sbattendomene altamente di ogni tipo di vergogna e chiedendo spesso il bis e facendo il secondo e talvolta anche il terzo giro presso il buffet. Ovviamente non mi sono strafogato di insalatina novella o di carote lesse, ma mi sono coraggiosamente e rigorosamente nutrito di qualsiasi alimento che avesse un livello di grassi e colesterolo elevati e fuori da ogni controllo. Dopo solo 2 giorni avevo già la febbre ad un labbro dovuto alla indigestione da fritti, ma strenuamente non ho arretrato d’un passo ed ho continuato a mangiare porcherie per le 2 settimane di permanenza in albergo. Porcherie per modo di dire: trattasi di squisitezze, che avevano la sola pecca di essere fritte e rifritte.

La bilancia non mi ha perdonato. Al ritorno sono ben 2 i chili di aumento segnalati dalla crudele lancetta, e confermati anche dalla bilancia elettronica. Se consideriamo che avevo già 2/3 chili da buttare giù, ecco che ora mi ritrovo sul groppone 4/5 chili da sciogliere in qualche modo. Tutto ciò spiega il motivo per cui da lunedì il mio tavolo dia notevole spazio a verdure crude, pasta in bianco e molta frutta.
Preciso che a me frutta e verdura piacciono assai, il problema è che in vacanza i freni inibitori del cibo si allentano ed io travalico ogni regola del mangiar sano.

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