Flashback: coliche renali. Parte 1 di 3: i dolori del giovane Kikkakonekka.

Era il 1995, non avevo mai avuto alcun problema prima di allora. Di notte mi sveglio in preda ad un dolore lancinante localizzato a livello di addome, zona centro-sinistra in basso. La parola “colica” per me era inedita, mai nessuno in famiglia ne aveva mai sofferto, e comunque senza nessuna avvisaglia questo dolore fortissimo mi ha letteralmente dilaniato. Mio padre, abile nel pronto intervento, mi fa una iniezione di Voltaren 75, ma non basta. Dopo 20 minuti mi carica in auto e mi porta al Pronto Soccorso. Una flebo di Buscopan ed una nuova iniezione di Voltaren mi portano sollievo, poi le analisi delle urine portano un primo responso: sangue e renella significano colica renale.
“Ma come – dico io – i reni stanno dietro ed io ho male davanti!”. Considerazione inesatta, mi fanno sapere. In moltissimi casi (specialmente in caso di renella) il dolore da colica renale non si manifesta dietro o al fianco, bensì sul davanti. Vengo dimesso dopo una nottata al pronto soccorso con alcune certezze in più:
– la mia salute, di ferro fino allora, non era poi davvero così solida
– devo fare un po’ di accertamenti, prima di tutto una ecografia renale
– devo stare attaccato alla bottiglia. D’acqua. Bere di più tutti i giorni, e portarmi una bottiglia anche al lavoro
– devo altresì avere sempre a portata di mano (o di chiappa) il Voltaren 100 per iniezioni, dato che mi dicono che le coliche renali siano recidive

Come molte volte capita, all’inizio ci si impegna molto ed io in effetti bevevo molta acqua, poi poco alla volta la quantità è diminuita e spesso mi dimenticavo addirittura di bere l’acqua purificatrice.
Nel frattempo l’ecografia renale evidenziava come nel mio caso non si trattasse di un vero calcolo renale, bensì di “renella”, che non si addensa formando il sassolino, ma fluttua dapprima nel rene o poi nei canali urinari.
Passano i mesi e non ci sono più né dolori né avvisaglie. Finché un sabato pomeriggio, di ritorno dal barbiere, mentre cammino per strada mi viene una nuova colica. Raggiungo a fatica casa mia (mi trovavo a 100 metri) e chiedo aiuto come sempre a mio padre. Iniezione di Voltaren 100, anche stavolta insufficiente, e poi in volata al Pronto Soccorso.
La prima volta il Pronto Soccorso era praticamente vuoto, era una notte di metà settimana. Stavolta invece si trattava di un sabato pomeriggio, sembrava di essere ad una sagra paesana. Per fortuna il mio caso venne valutato più urgente di altri e steso su una barella ebbi la mia bella flebo ed una iniezione che anche stavolta mi fecero star meglio.
Per farla breve, nel biennio 1995/96 ebbi ben 4 coliche renali, tutte e 4 dolorosissime, e tutte e 4 terminate con la visita al Pronto Soccorso. Solo che, dopo la 4° volta, i medici decisero che fosse necessario un maggiore approfondimento, e mi ricoverarono. Per 12 giorni, mica 2 o 3.
Venni rivoltato come un calzino, ma nulla di nuovo emerse. La mancanza di un calcolo vero e proprio ha reso impossibile l’esame di questo addensamento, che in altri casi è possibile analizzare per stabilire le cause del formarsi di questi maledetti calcoli.
Una cosa mi obbligarono a fare: seguire una cura idropinica, ma questa è tutta un’altra storia.

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Il giovane Werther: aveva mai avuto le coliche renali?

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