Biancaneve

Il pranzo aziendale, con mossa astuta, è stata quest’anno organizzata presso un noto ristorante in altura.
Al di là del fatto che per arrivarci ci voleva il navigatore satellitare, ed al di là del fatto che i tornanti montani erano non meno di 8, il vero problema era il clima. Già da alcuni giorni si vociferava che avrebbe nevicato, e molti di noi temevano la fatidica coincidenza: venerdì 17, pranzo aziendale, neve in altura.
Coincidenza nefasta che purtroppo si è realizzata.
Per autoconvincermi che non mi sarei rotto troppo le palle fantasticavo sul fatto che mi sarei seduto nel tavolo migliore, con le colleghe più belle e simpatiche, e con i colleghi più burloni. Sapete, eravamo circa in 200, e non era facile riuscire a comporre una tavolata da 6 o da 8 con le persone più gradite. Ma ci sono riuscito.
Tavolata perfetta ed invidiata da tutti, senza rompipalle di torno.
Solito sermone del presidente, soliti sbadigli, e poi vai con il buffet di antipasto. Ma perché tutto ciò che mi piace fa male? Beh, mi sono commosso con i fiori di zucca fritti, per poi passare alle melanzane (fritte) ed al radicchio (fritto). Tutto ottimo. Poi, via col pranzo vero e proprio.
Iniziano i primi ed inizia a nevicare. In breve il manto stradale viene ricoperto ed inizia anche a ghiacciare, dato che la temperatura esterna era nel frattempo scesa notevolmente sotto lo zero. In pratica mangiavo e ridevo ma, come tutti gli altri colleghi, iniziavo a preoccuparmi della accoppiata neve e ghiaccio.
In pratica dopo aver mangiato avidamente gli squisiti primi, dopo avere civettato con F. e Y., e dopo aver sparato una marea di cazzate con la simpatica tavolata, ci siamo convinti che prima fossimo partiti meglio sarebbe stato. Ho atteso i secondi, li ho spazzolati e dopo ho deciso (insieme a molti altri) che l’attesa dei dolci non avrebbe valso la pena dato che fuori sembrava di essere in Kamchatka.
Pensate un po’: strada in discesa, con manto ghiacciato e neve, con i tornanti.
Alcuni colleghi (specialmente colleghe) erano davvero allarmati, ed anch’io in auto ho avuto dei problemi. Molti.
Intanto ho dovuto scendere ai 15 Km/h, e nei tornanti avrei dovuto avere 3 mani: 2 per il volante ed uno per toccarmi i marroni, visto il rischio elevato. Più volte chi mi precedeva, ed anche chi mi seguiva, ha dovuto raddrizzare l’auto che sbandava, ed io non ho voluto essere da meno, e per un paio di volte in curva mi sono trovato in leggero sovrasterzo. Terminati i tornanti i pericoli viari sono diminuiti, ma la velocità di crociera è rimasta molto bassa dato che il traffico era completamente in tilt. Fortuna che avevo con me alcuni CD dei miei preferiti, che ho potuto tranquillamente ascoltare in loop per le 4 ore e mezzo del mio viaggio di ritorno a casa (per fare 40 Km).
Ho avuto anche il tempo di vedere una Seat Ibiza che mi ha tagliato la strada per andare a sbattere su un muretto (in realtà andava piano, ma il giovane conducente causa inesperienza aveva inchiodato sul ghiaccio in curva) ed una BMW che, uscendo da un parcheggio, è riuscita a fare una derapata di 270° accelerando incautamente sul ghiaccio.
Una volta a casa mi sono fiondato in bagno a liberare la povera vescica, declinando poi l’invito di MDM (Mia Dolce Metà) di sedermi a tavola a mangiare, dato che ormai era già ora di cena.

kamchatka.jpg

Con 5 armate la Jakuzia attacca la Kamchatka.

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