Visita dermatologica: psoriasi parte 1 su 2 (l’anonimato mi concede una scabrosa confessione)

Venerdì scorso ho sostenuto la molto attesa visita dermatologica per capire come contrastare la mia psoriasi ed il suo recente aggravamento.
Ho pensato a lungo se parlare di questo argomento in modo particolareggiato, perché in effetti la mia psoriasi mi sta colpendo in zone un po’… delicate, di cui ci si potrebbe anche vergognare a parlarne. Però c’è da dire che l’anonimato del blog mi consente di raccontare anche dettagli di cui apertamente non parlerei, ma che ho pensato di mettere nero su bianco quantomeno per esorcizzare le mie magagne. Sono convinto, infatti, che il parlare (o lo scrivere) dei miei problemi mi aiuti a superarli, per cui ecco la verità sulla mia psoriasi.

Ho la psoriasi in 5 posti, ma fino a 6 mesi fa i posti erano solo 3.
Il primo posto a venire attaccato dalla psoriasi è stato, circa 10 anni fa, il cuoio capelluto dietro un orecchio. La zona interessata è di pochi centimetri quadrati e l’effetto è quella della desquamazione della pelle. Questa zona mi da un fastidio sopportabile ma assai antiestetico qualora, sovrappensiero, decidessi di grattarmi, dato che la pelle si toglie stile Visitors facendo una orribile impressione. Però sono consapevole di questo e non mi gratto mai.
La seconda zona attaccata dalla psoriasi si trova tra i glutei, all’altezza dell’osso sacro. Qui la pelle è come se si fosse assotigliata, per cui al minimo sfregamento (anche durante operazioni di pulizia) perdo sangue. Qui il fastidio va e viene, a seconda dei periodi, ma quando diventa bruciore è davvero poco apprezzabile.
Il terzo posto attaccato dalla psoriasi è stato, da 2 anni a questa parte, il lobo di un orecchio, che mi provoca la continua formazione di una piccola ma fastidiosissima crosticina, che quando si stacca mi da una poco simpatica sensazione di intensissimo bruciore.
E veniamo ora alle ultime due zone recentemente attaccate dalla psoriasi. Entrambe si trovano nella zona genitale anzi, ad essere precisi, sul pisello.
La prima a manifestarsi di queste due zone si trova alla base del pisello, e si presenta come una specie di ferita della lunghezza di circa 2 centimetri. Questa “ferita” non riesce mai a sanarsi completamente, dandomi un fastidio particolare ogni qual volta uso il pisello con finalità di natura “sessuale”. Insomma, ogni volta che il pisello si ingrossa la ferita si riapre e, benché non sanguini, mi fa male.
L’ultima zona di recente oggetto di psoriasi è il prepuzio, dove si sono manifestate un paio di piccole ma dolorosissime lacerazioni della lunghezza di circa 2 millimetri le quali, sempre in concomitanza con l’accrescimento volumetrico del pisello, si aprono e mi fanno vedere le stelle.
I casi sono due: o inizio ad apprezzare il dolore fisico durante gli atti sessuali (faccio notare che la psoriasi non è contagiosa) in nome del piacere masochistico, oppure inizio ad assumere bromuro a quantità industriali confidando nella perdita di interesse verso il sesso e dintorni.
Tertium datur: devo assolutamente guarire o lenire queste ferite.
La visita che ho sostenuto è servita per monitorare la situazione e decidere con quali armi affrontare la battaglia.

tafazzi.jpg

Tafazzi, masochismo allo stato dell’arte.

 

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