Lo studio dentistico più pazzo del mondo

Al telefono non rispondono, vado lì martedì e trovo chiuso, la targhetta fuori non specifica i giorni e gli orari di apertura. Fa niente, ieri vado di persona per prenotare gli incontri di sistemazione del dente, arrivo e il portocino è già aperto, entro e trovo uno dei due dentisti stravaccato a leggere un magazine che parla di protesi dentarie. Il secondo dentista esce dalla saletta d’attesa dove forse stava dormendo, di segretarie nemmeno l’ombra.
Ero stato da loro circa un mese fa, ed erano stati espliciti sul preventivo che era “assolutamente senza fattura”.
Beh, almeno loro lo dicono chiaramente, senza “cosa direbbe se” “si potrebbe” “capisce cosa intendo” ed altre orribili manfrine. Implicitamente, presentandomi, accetto le loro condizioni conscio del fatto che il tutto non è regolare ma anche consapevole che con loro risparmio davvero tanto, considerando che anche ivato il loro preventivo sarebbe di gran lunga inferiore agli altri due preventivi che mi ero fatto fare altrove. I dentisti sono bravi, nel paese sono noti, e si affidano a loro anche mia madre e mio fratello (a mia madre fanno sempre fattura, a mio fratello no).
Il dentista che stava leggendo (Dr Federico) inforca un assurdo paio di occhiali e mi dice che per guadagnare tempo potremmo già prendere le impronte dentarie, cosa che facciamo immediatamente. Nel frattempo il secondo dentista (Dr Bombo) tira un paio di bestemmie perché non riesce a trovare la pasta per farmi una otturazione provvisoria.
Presa l’impronta chiedo loro di fissare i prossimi appuntamenti, cercando di conoscere il loro giorni di apertura.
Allora: il mercoledì pomeriggio sono sempre aperti, lunedì e venerdì a volte sì a volte no. Sulla base di cosa non è dato capirlo. Mi fissano l’appuntamento per il 6 Maggio, chiedo di farmi il bigliettino pro-memoria e il Dr Bombo mi passa un foglietto ed una penna perché me lo scrivessi da solo. La penna tra l’altro è scarica ed allora il Dr Bombo, imprecando, ne cerca un’altra e dopo averla trovata me la passa.
Arrivano nel frattempo 2 clienti: un bambino grassissimo e strabico dell’età apparente di circa 10 anni, vestito con una improbabile maglietta a righe orrizzontali nere e gialle (stile calabrone) ed una signora molto magra dall’età apparente di 20-60 anni (indefinibile) con i denti stile tasti del pianoforte. Il Dr Federico, che aveva ripreso a leggere il giornale di protesi (a meno che all’interno non vi avesse incollato le foto di qualche porno star, un po’ come il mio amico G che negli anni ’80 si copiava i film porno all’interno di videocassette dal titolo “Rocky” o “Rambo” finché una sera la sorella minore non decise di vederne uno) si alza ed inforcando il solito strampalato paio di occhiali chiede “a chi tocca?” nemmeno fossimo in panetteria a prendere le “rosette“.
Quando esco dallo studio cerco lo Stregatto, mancava solo lui.

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