La solitudine dei miei numeri primi

Nonostante io non sia caratterialmente un ‘orso’, non ho mai patito lo starmene da solo con i miei pensieri, i miei hobbies e – perché no? – le mie malinconie.
Ho attraversato un febbrile periodo da party animal, da persona brillante e coinvolgente ma piano piano, entrato negli -enta e poi negli -anta, ho abbandonato questo mio modo di essere e non lo rimpiango, sebbene io lo ricordi con un pizzico di nostalgia.
Sin da piccolo ho sempre avuto pochi ma fedelissimi amici, preferendo la qualità alla quantità. Davvero non capisco coloro che si vantano di avere “2mila amici di Facebook” quando in realtà li conosci appena e tu per loro rappresenti solo un “nome”. I miei pochi amici, taluni fisicamente lontani ma sempre emotivamente vicini a me (ed io a loro), sono brave persone con cui potrò sempre passare dei bei momenti in compagnia, e che sono sicuro in caso di bisogno si farebbero in quattro per aiutarmi, così come lo farei io per loro.
Nonostante tutto questo io, sin da piccolo, giocavo e me ne stavo molto volentieri da solo, creando intorno a me una specie di mondo solamente a me noto, frutto di giochi molto personali nati della mia (un tempo) fervida immaginazione di bambino.
Lo starmene da solo anche oggi mi fa star bene, lasciandomi tuttavia latente un rammarico sul fatto che i momenti di gioia che si vivono in compagnia sono momenti unici e non barattabili con la solitudine.
Ma non si può andare contro il proprio modo di essere, e sia il carattere introverso di MDM (Mia Dolce Metà) sia il fatto di avere un figlio di età scolare, alimentano la mia propensione a rifugiarmi nei miei pensieri appena possibile, perché a volte so stare bene solo con me stesso.
La recente forma depressiva ha delineato maggiormente alcuni miei aspetti caratteriali e comportamentali: non posso farmi carico di tutti i problemi piccoli o grandi che mi circondano, ed anzi devo (quasi un obbligo) riuscire a dedicare ogni giorno del tempo a me stesso, quasi un premio di giornata per i compiti lavorativi e familiari svolti.
Da bambino avevo già sviluppato il piacere dello starmene per conto mio, con i miei giochi, la mia musica e le mie piccole passioni. Nessuno, nemmeno il mio migliore amico, avrebbe mai capito che quegli astrusi calcoli matematici che facevo a matita non erano altro che uno strano modo per calcolare empiricamente le probabilità per una squadra di calcio di vincere lo scudetto, oppure di retrocedere. Avevo 8-9 anni e già conoscevo (senza saperlo) il calcolo delle probabilià, riuscendo in una strana alchimia ad unire 2 delle mie 3 più grandi passioni, la matematica ed il calcio (la terza è la musica). [Sì, anche le donne, uffi…]
I litigi tra bambini, e poi da grande qualche delusione da finti amici, o qualche infatuazione finita male, mi portavano a chiudermi in me stesso facendomi ritrovare, nella mia “rumorosa solitudine”, il piacere di starmene per conto mio. Nonostante questo le amicizie rimanevano, e  rimangono tuttora, forti e indissolubili, ma più come dei fari sempre accesi all’orrizzonte che come dei legami stretti attorno al polso. E’ così che io vivo le vere amicizie.
Ho sempre avuto in fondo al mio “io” un barlume di autocommiserazione, che mi porta a diventare un po’ “wannabe“: avrei voluto essere più figo, con un carattere più forte, con un fisico più prestante, più ricco, meno insicuro, meno ipocondriaco, più orgoglioso. A volte sono contento di come sono, altre invece mi vedo “inferiore” e me ne dispiaccio con me stesso.
Da piccolo ero uguale.
Nei momenti in cui avrei voluto essere in compagnia e non lo ero, nei momenti in cui mi trovavo ammalato, nei momenti in cui crescendo mi ritrovavo a non essere “capito”, nei momenti di tristezza, non ho mai cercato gli amici o la comprensione di mamma e papà, tutt’altro.
Sono arrivato al punto di dire a me stesso: “tutto è mutabile, tutto è apparenza, solo i numeri ti saranno sempre fedeli”. Già, perché la matematica è sempre stata una mia grandissima passione, un mio piacere personalissimo e non condivisibile. Pochi possono capire la bellezza di leggere un libro come “L’enigma dei numeri primi“.
Crescendo non sono cambiato di molto, sto molto bene in compagnia ma sto altrettanto bene da solo, trovo molte soddisfazioni nella crescita dei figli, ma rimango intrinsicamente convinto che, pur rimanendo un “wannabe“, scoverò solo dentro me stesso quell’oasi naturale dentro la quale troverò il relax e la pace o, in alternativa, la pazzia.

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37 risposte a La solitudine dei miei numeri primi

  1. pukkakukka ha detto:

    bello!! bellissimi pensieri molto profondi e intimi!! (senza ironia)
    ma non ho capito una cosa: ma alla fine sei o no ipocondriaco??
    in questo post ti definisci tale mentre dal titolo del tuo blog non lo sei…

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  2. kikkakonekka ha detto:

    E’ il mio post preferito, quello che descrive meglio la mia personalità ed il mio modo di essere.
    Ti ringrazio profondamente, davvero con il cuore, per avere apprezzato quanto io abbia scritto.
    Spesso scrivo cazzate, ma questo posto l’ho meditato per mesi e scritto con le lacrime agli occhi.

    Ipocondriaco: a volte penso davvero di esserlo, ed il fatto che in certi periodi io sia dal dottore con una frequenza imbarazzante non è che una conferma.
    Il titolo del blog non è quello che avrei voluto, ma gli altri titoli erano tutti già “occupati”.
    Tuttavia il sottotitolo, per quanto paradossale, fa capire bene la mia relazione con i dottori.
    In pratica, dopo un periodo durante il quale andavo dal medico di base 2 volte alla settimana, tornai a farmi visitare dopo una pausa di 3/4 mesi. Lui, quando mi vide, mi chiese: “tutto bene?”.
    Esilarante, se ci pensi. Tu vai dal dottore e lui ti chiede “tutto bene?”. Beh, se andava bene non sarei andato a farmi visitare, giusto?
    Il fatto è che lui “era preoccupato” per il fatto che non mi aveva più visto, dopo una frequentazione assidua. Quando in realtà avrebbe dovuto preoccuparsi per il fatto che mi vedeva in ambulatorio 2 volte alla settimana.

    E’ difficile, comunque, che un Ipocondriaco ammetta di esserlo. Per un Ipo le malattie sono “tutte vere” e non frutto di immaginazione, e dunque non ammetterebbe nemmeno sotto tortura il fatto di essere Ipo.
    Spero di essermi spiegato.
    Il fatto che io sia pieno di magagne, piccole e grandi, lascia aperto il dubbio se io sia Ipo oppure no, domanda alla quale non so rispondere nemmeno io.

    Grazie Pukka, a risentirci

    PS mica facile scrive un blog, se vuoi aggiornarlo con una certa continuità

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  3. pukkakukka ha detto:

    Leggo solo ora il tuo commento.
    Mi spiace davvero leggere ke hai scritto x mesi con le lacrime agli occhi e posso immaginare xkè anche io sto attraversando quei momenti. So ke non è facile tenere aggiornato un blog ed è giusto ke a volte si debba scrivere anche cazzate x divagare e distrarsi un pò da quello ke possono essere invece pensieri insistenti ed opprimenti.
    In un certo senso i tuoi scritti sull’ipocondria mi sono un pò serviti x cercare di capirmi un pò, se anche io potessi soffrire di qualche forma di ipocondria ma non penso sia così xkè anzi sono abbastanza riluttante ad andare dal medico o fare esami. Diciamo ke leggendo molto e informandomi in rete (sono riluttante anche x quanto riguarda gli psichiatri) credo di soffrire di disturbo d’ansia x la salute, quindi una forma di ipocondria ke mi limita molto nelle uscite di casa ecc come probabilmente avrai sperimentato. Ma la cosa ke mi sconforta è vedere quanto nei pronto soccorso queste problematiche siano prese con distacco o sottogamba, quando arrivi li e ci tengono a darti le 10 gocce di lexotan e poi lasciata li sul lettino 2 ore a te stessa, al mio rifiuto xkè avevo già preso il mio xanax a casa sentirmi dire “allora cosa è venuta a fare?” questo sono capace di farlo anche a casa mia o no? mi dirai : “ok allora xkè ci sei andata a fare?” ci sono andata su consiglio di quello dell’ambulanza dal momento ke avevo formicolii al braccio sinistro e un forte peso sul petto oltre a mancanza di respiro, un elettrocardiogramma ed era tutto a posto ma rimane la rabbia di quanta gente poco professionale ci sia in giro, è allarmante sapere e domandarsi “ma in che mani siamo?”, è altresì allarmante e sconfortante leggere in tanti forum inerenti l’ansia di quanta gente giovane ci sia in giro con questi disturbi, ke non sa dove sbattere la testa sia x la malattia in se e sia xkè non tutti hanno i soldi da regalare a psichiatri e psicologi. Ti rendi conto ke al pronto soccorso un’infermiera chiede alla sua collega se sa come si toglie una zecca a un’altro paziente? Le infermiere non dovrebbero essere preparate anche a queste eventualità? dire ke siamo in Italia è tutto un dire!!!
    Scusa del mio piccolo sfogo ma riassumendo volevo solo dirti ke capisco il tuo stato d’animo attuale o passato, ma non perdere mai di vista il pensiero ke a volte è meglio ke siamo noi stessi a farci da medico visto e considerato come va la sanità.

    ciao a presto

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  4. “A me manca proprio l’amico dei numeri”. Avendo avuto pessimi maestri non ho mai amato la matematica, finché poi ho incontrato un bravissimo e amatissimo professore che addirittura mi fece portare alla maturità Fisica! Nonostante lui, comunque il mio sapere di matematica fu limitato perché i miei studi mi portarono verso altro… molto lontano dai numeri. Per il resto, ti devo dire che io ho un carattere ‘schizofrenico’, chi mi conosce pensa che io sia un animale da festa e discoteca come lo sono stata sicuramente fino ai 35an circa. Chi realmente mi conosce, profondamente, (pochi molto pochi), sanno che adoro quello che io definisco la mia privacy e a volte sono tacciata di essere anche troppo distante dalle “richieste” di mia figlia. Anche io, comunque con le prime delusioni e tradimenti in amicizia mi son ritrovata a capire con il tempo che a volte la solitudine cercata, voluta ed anche protetta come faccio, è impagabile come lo è il tempo, quello buono di qualità però, passato con BELLE E VERE persone, ma queste ultime si possono contare sulla punta delle dita … e penso in fondo che il tradimento è sempre in agguato !

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  5. Giusy Lorenzini ha detto:

    Visto che ho letto? Siamo molto simili in certi aspetti, a volte la solitudine è una ricchezza! Orso? C’è certa gente in giro… che assomigliare a questo bellissimo animale è un complimento. C’è un detto antico: “Meglio soli che mal accompagnati!” Ciao Andrea!

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  6. noir622224124 ha detto:

    Molto interessante tutto. Credo che alcune cose in noi non cambieranno mai poiché insite nella nostra natura. Io non amo i grupponi e ancor meno l’idea di avere tanti amici. Pochi credo due ma validi.
    Come te ho bisogno di me del mio spazio del mio tempo. E non vorrei essere nessun altro….né più alta bella o ricca! Ho lottato per essere una valida persona questo mi è piu che sufficiente. Il resto.lo lascio a chi necessita di….per sentirsi il o la……
    La depressione seppur sia cosa molto dolorosa e intensa regala però scoperte incredibili… spesso motivo di grandi e importanti rinascite. Grazie x il.post una preziosità fra tanti cocci di vetro che a me non dicono nulla!

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Grazie a te per il tuo commento, tu Paola possiedi una sensibilità particolare e credo possa capire molte cose dell’animo umano.

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      • noir622224124 ha detto:

        Le capusco bene, ho provato tante cose in vita mia. Capisco cosa siano certe cose e cosa producono! Quando si è tanto veri tutto arriva! Quando non lo si è…..nulla arriva! Dunque molti dei tuoi post, a parte quelli “leggeri” giustamente rivelano una centralità autentica.

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Io sono fatto così, anche nella quotidianità.
          Alterno cose seriose a cose più leggere. Non sono bipolare, semplicemente ho molti interessi (nel tempo libero) ma alla fine ho anche necessità di ‘staccare’.

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          • noir622224124 ha detto:

            dillo a me che sono centopolare…..cambio mille volte tutto ma se non lo faccio mi cade la noia e non mi piace…non so come fanno i monotematici a vivere davvero me lo chiedo sempre!

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            • Kikkakonekka ha detto:

              Poi dipende che ‘taglio’ vuole dare uno al blog.
              Io per esempio adoro la matematica ed il calcio, ma non è che ne parlo, anzi di calcio non ne parlo proprio mai per scelta (già in troppi lo fanno).
              La matematica ogni tanto fa capolino, così come la geografia. Non i va di parlare sempre di me stesso, perché temo non possa essere così interessante, quindi spazio su argomenti che mi destano interesse e curiosità. Cerco (come ben sai) di essere sintetico laddove si può, ed ironico quando ci riesco.

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            • noir622224124 ha detto:

              si tu si io sono il tuo contrario preferisco parlare di me ma è una sicurezza che alimento proprio per non incappare in cretinate di cui non so….ma poi…tagliamo come ci pare no???? ci mancherebbe che anche qui dobbiamo seguire regole e regolone ne abbiamo già fin troppo di regole da seguire nel quotidiano non qui…non ce la potrei fare

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            • Kikkakonekka ha detto:

              Tu parli di te perché hai moltissime cose dai dire, sei poliedrica e versatile, un vulcano di idee. Va benissimo così.

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            • noir622224124 ha detto:

              secondo me lo siamo un po’ tutti solo che non tutti hanno piacere ed è giusto sia così…io sono un libro aperto non so fare diversamente :))))))

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  7. Pingback: Dieci alla decima: le mie 10 materie scolastiche preferite | Non sono ipocondriaco

  8. La Grazia ha detto:

    Il link non c’è più

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il mio post è di parecchi anni fa, ora il link del libro è questo:

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      • La Grazia ha detto:

        Ma leggendolo hai appurato che è vero ?

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      • La Grazia ha detto:

        Nel senso offre possibilità di calcolo ed esercizi ?
        O va solo accettato
        In matematica mi sono fermata ( non so se traspare )

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Dunque.
          NON è un libro scolastico, e nemmeno didattico, quindi non ci sono esercizi.
          NON è un libro di matematica ludica (ne esistono e ne ho parecchi, si gioca con i numeri, con le geometria, eccetera), per cui alla fine non ci sono giochini.

          Si tratta di un libro di approfondimento matematico, parecchio complicato da leggere e capire anche per chi mastica la matematica con dimestichezza. Ma è affascinante per la ricerca di una formula che dia ordine ad una delle teorie matematiche più discussa. Fa un excursus storico-matematico attraverso le menti più brillanti.

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          • La Grazia ha detto:

            Meno male che sono seduta
            Vorrei tanto riprendere gli studi arrivare dove non ho mai osato pensare
            A scuola mi annoiavo a morte perché i programmi per me erano lenti e poi mi sono sentita inadeguata
            Strani scherzi fa il sentirsi meno

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            • Kikkakonekka ha detto:

              Non devi sentirti inadeguata, non è un titolo di studio a rendere migliore una persona.
              Io ho solo avuto la fortuna di poter studiare una materia di cui ero appassionato.

              Segui le tue passioni.

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            • La Grazia ha detto:

              No ero forte in matematica ma due o tre compiti in classe me li ritirarono mentre aiutavo una amica e chissà mi devo essere arenata mentalmente tanto che non portai matematica all’esame assurdo per me
              Ho un solo testo adesso in casa e non ho mai tempo di fare gli esercizi ma sento che mi appartiene il fatto di risolvere problemi d’altronde anche ieri mentre pattinavo mi dicevo che mesi fa a inforcare i pattini e sentire le otto rotelline slittare stando seduta mi erano venute le traveggole invece adesso ci sto su come se non avessi fatto altro tutta la vita.
              La matematica mi faceva sentire così completa ragionare non smettiamo mai ma la soddisfazione di risolvere un calcolo e trovare il risultato dei problemi è adrenalinica.
              Credo che comprerò un nuovo libro
              Hai mai pensato di partecipare a Ted ?

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            • Kikkakonekka ha detto:

              No, non vado a Ted. Diventerei rosso paonazzo ed inizierei a balbettare.

              Pensavo: perché non ti prendi un libro di “matematica ludica” per divertirsi con i numeri, visto che la materia un po’ ti piace?

              Esempio:

              Oppure:

              Martin Gardner è stato un autore prolifico e bravissimo per questo tipo di letture.

              https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2010/06/17/r-i-p/

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            • La Grazia ha detto:

              Ho la formica 🐜 pure è carino prossimo libro allora un mate- gioco 🎰
              Spero di essere all’altezza ma tu quando è che ti trasferisci al sud ?

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            • Kikkakonekka ha detto:

              Abito già nella zona sud di Padova.

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            • La Grazia ha detto:

              Ecco sentivo profumino meridio

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      • La Grazia ha detto:

        Giorni fa vidi un documentario su un genio che aveva inventato il moto perpetuo con una ruota, affascinante mi piacerebbe riprodurla
        ( sto facendo prismi stellati con gli spiedini di legno )
        Non c’entra molto ma metterò la foto dovessi finirlo lo feci anni fa con colla a caldo adesso con scotch

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