Le mie vacanze a Minorca dalla A alla Z. A>G

Cosa c’è di più bello di vedere le diapositive e i filmini delle vacanze di qualcun altro?
Non potendovi annoiare in maniera diretta, ho pensato di tenere una simpatica rubrichetta riepilogativa delle mie vacanze.

A

All Inclusive

La magia di avere quel braccialetto che ti consente di avere cibo e bevande senza limitazioni. Ne ho abusato pochissimo, solamente la sera per bere qualche long-drink, mentre moglie e figlio l’hanno utilizzato solo per qualche Coca-Cola rinfrescante nel pomeriggio. Altri vacanzieri erano invece perennemente in zona snack-bar, vinti dalla tentazione continua di avere sempre un gelato da leccare, una birra da sorseggiare, o una cazzata (tramezzino, pizzetta, panino) da mandar giù. La loro bilancia li chiamerà a rapporto.

Animazione

Sono riuscito a schivarla con destrezza. Non sono la persona giusta per fare la corsa con il cucchiaio in bocca e l’uovo in equilibrio sopra, oppure per fare il tiro con l’arco o per fare l’attore e mettere in scena il “Titanic“.
Fortunatemente gli animatori non erano invadenti, e chi non voleva partecipare poteva starsene tranquillamente per i fatti suoi. Anche il bambino per carattere non è molto portato per i giochi di gruppo, ed infatti li ha evitati, preferendo invece nuotare il più possibile.

B

Bee Gees

Ogni sera in zona teatro vi erano artisti che tenevano uno spettacolo per circa 90 minuti. Piccoli musical, giocolieri, acrobati, cantanti, eccetera. La serata più coinvolgente è stata quella che ha visto come protagonista la cover band dei Bee Gees, dal nome Bee Gees Emotions. Davvero bravi.

Belen

Incredibile ma vero, ma delle decine di ragazze (mediamente belle) che lavorano nel villaggio a vario titolo (reception, cameriere, animazione) la più gnocca in assoluto si chiama Belen.

Benzina

Prima del decollo da Minorca ho notato che il prezzo della benzina senza piombo in Spagna era 1,280 Euro al litro.
Atterrato in Italia, il primo distributore segnava 1,550.
Faccio notare che 27 centesimi al litro sono tanti, tantissimi. Per un pieno da 50 litri si tratta di più di 13 Euro, una somma davvero elevata.
OK l’accisa, ma non c’è giustificazione che tenga, anche per il fatto che le spese di distribuzione del carburante sono certamente più alti a Minorca (che è un’isola) che in Italia.

C

Cala

La parola “cala” contraddistingue ogni singola spiaggia, larga anche poche decine di metri, di cui l’isola è piena.
Le cale sono bellissime, con acqua trasparente color turchese e sabbia finissima e pulita. Un vero piacere visitarle e buttarsi per una nuotata. Rimango con il rammarico di non averle visitate tutte (cosa peraltro che avrebbe richiesto mesi di permanenza) in particolare la “cala della figuera” di cui mi incuriosiva molto il nome.

Ciutadela

La ex capitale dell’isola è una cittadina molto graziosa da visitare. Gli abitanti vivono una specie di rivalità con Mahon, nuova capitale, sentendosi come privati di un titolo e vivendo con orgoglio una loro non celata supremazia culturale ed artistica. Unico appunto: gli autobus hanno orari del tutto casuali, creando la simpatica situazione di salire su uno pieno come un uovo, e vedersi superare da uno (della stessa linea) con solo 3 persone dentro che ti guardano e sghignazzano.

Crema protettiva

Ho la pelle delicata. Molto delicata. Cosicché mentre MDM (Mia Dolce Metà) si cospargeva di crema a protezione 6, ed il figlio andava con protezione 15, io viaggiavo con protezione 40 e poi, coraggiosamente, mi sono spinto fino alla protezione 20.

D

Divertimento

Non si può pretendere che a Minorca le spiagge siano attrezzate come quando si va in vacanza a Riccione. Nonostante il nostro albergo fosse dotato di ben 8 piscine sarebbe stato un peccato fossilizzarsi in esse senza godere delle splendide “cale” e del bellissimo mare. Ma non credete che ci si possa annoiare in spiaggia. Il ragazzo hao giocato a tennis, a bocce, a carte, ed ha nuotato fin quanto poteva, e la noia non è mai comparsa sul suo volto.

E

Ezequiel

In albergo la sala ristorante era a buffet, e ci si poteva prendere qualsiasi cibo che veniva cucinato al momento.
I camerieri, dunque, non ti portavano il cibo in tavola, ma venivano solamente a rititare i piatti già utilizzati.
Per qualche strano motivo, nonostante la sala ristorante fosse immensa, da noi veniva sempre Ezequiel, il cameriere più solerte del Mediterraneo. Solerte al punto che, appena avevi addentato l’ultimo maccherone, lui già interveniva e ti portava via il piatto mentre stavi ancora masticando. Tant’è che spesso gli dicevo di lasciarmi il piatto, perché magari volevo fare un bis o assaggiare una nuova pietanza.
Ezequiel solerte e ostinato. Praticamente un rompicoglioni.

F

Faro

Dal nostro albergo si vedeva il faro del paese, tant’è che durante le passeggiate serali ci eravamo ripromessi di andarlo a vedere da vicino. Idea del menga. Il faro “sembrava” vicino, ma mentre decidavamo di raggiungerlo esso sembrava dotato di movimento e allontanarsi continuamente da noi. La passeggiata non finiva mai, ma ormai sembrava brutto dover rinunciare al nostro proposito, per cui consapevoli che poi avremmo scarpinato per 2 ore (tra andata e ritorno) siamo alla fine giunti ai piedi del faro, giusto in tempo per beccarci gli unici 10 minuti di pioggia dell’intera vacanza.

G

Gazzetta

Non poteva mancare la rosea, che ogni giorno puntuale arrivava alle 11:00.
Interessanti i titoli di prima pagina, che variavano da “Aguero verso la Juve” a “Marotta: ultimatum ad Aguero” oppure “Juve su Aguero: ci siamo”.

Gechi

Il geco è l’animale simbolo di Minorca, tant’è che molti prodotti di abbigliamento ed oggettistica (borse e calzature per donna in primis) hanno la figura del geco disegnata sopra.
Ma il geco deve essere un animale timido, poiché in 2 settimane di permanenza, durante le quali ho anche girato l’isola e visitato alcune cittadine, non ne ho visto nemmeno uno.

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