Hasta la vista, baby

Doveva essere una domenica tranquilla, mi sono svegliato di buon umore, il sole era velato da alcune nuvole che ne attutivano il calore, una leggera brezza rendeva gradevole stare in giardino a fare qualche schema logico di “Brain Trainer” mentre il ragazzo giocava con i fucili ad acqua spruzzandosi allegramente con gli amici.
D’un tratto un urlo di MDM (Mia Dolce Metà) che stava curando i vasi dei fiori: un paio di larve su una terrazza avevano attirato la sua attenzione e, una volta alzato lo sguardo, era rimasta atterrita vedendo un bel nido di vespe all’angolo alto di una delle nostre finestre, grande all’incirca come una bottiglietta d’acqua da mezzo litro.
Capii subito che la giornata sarebbe girata in peggio.
Per prima cosa ho allontanato i ragazzi (MDM era già fuggita) poi ho deciso il da farsi.
Indossati guanti ed occhiali ed imbracciato il “Raid” contro gli insetti, sono salito su una scala ed ho spruzzato con veemenza per almeno 20 secondi, inondando di malefico veleno mezza abitazione. Molte vespe sono stramazzate al suolo stecchite, molte altre invece hanno iniziato a volare molto incazzate chiamando rinforzi, puntualmente sopraggiunti. Visto da vicino l’alveare faceva proprio schifo, con tutte queste larve e uova pronte a schiudersi da un momento all’altro. Mi sono allontanato anch’io, e per circa mezz’ora sono rimasto in disparte controllando cosa accadeva. Molte vespe ora volteggiavano minacciosamente attorno all’alveare infestato, ma dopo un po’ ho deciso di attaccare nuovamente: maglietta a maniche lunghe, occhiali, guanti, insetticida, e via per altri 20 secondi di spruzzata, per poi allontanarmi a passo rapido e fintamente coraggioso (per far bella figura con moglie e figlio).
Ed ora, che fare?
Google dixit: il fumo le farà allontanare definitivamente.
Ecco allora, dopo pochi minuti, rientrare in campo il prode Kikkakonekka con un giornale ed un accendino, ovviamente sempre coperto come un palombaro.
La cazzata l’ho capita con 5 secondi di ritardo: l’insetticida è altamente infiammabile, ed infatti una volta acceso il giornale è bastato avvicinarlo all’alveare perché questo si infiammasse completamente e diventasse nel giro di 2 secondi netti una palla di fuoco pericolosissima non solo per me ma specialmente per la tapparella (di plastica) su cui l’alveare poggiava.
Panico totale, avevo bisogno di acqua immediatamente per spegnere questo incendio, e fortuna vuole che il figlio avesse poggiato il fucile ad acqua a 3 metri da dove mi trovavo. L’ho subito afferrato e (fortuna al quadrato) il suo getto ad idrante mi ha permesso di spegnere la palla di fuoco in pochissimi secondi, limitando i danni alla tapparella, che comunque è rimasta bruciacchiata e scurita per sommo disappunto di MDM (e mio).
Dopo aver atteso che le ultime vespe si dileguassero definitivamente, con i guanti ho afferrato i resti dell’alveare e, dopo averlo inserito in un sacchetto rigorosamente biodegradabile, l’ho gettato nel bidone dell’umido.

famiglia, vespe
Terminator

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5 risposte a Hasta la vista, baby

  1. Pingback: Io e gli insetti | Non sono ipocondriaco

  2. Sara Provasi ha detto:

    Oddio! °__°
    Anche da me c’è sempre un alveare, e se lo togliamo ritorna… ma lo fa mio padre, le rare volte che ha voglia, fosse per me starebbe lì…
    l’estate scorsa mi pare che l’avessimo lasciato stare, tanto tornano comunque!

    Piace a 1 persona

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