La gita a Venezia

Come una famiglia Brambilla qualsiasi abbiamo deciso di farci una bella gita a Venezia.
Sveglia domenicale alle 6:40, arrivo in stazione alle ore 8:00 e scelta del biglietto.
Ora, ditemi voi se una famiglia di 3 elementi come la mia può permettersi di viaggiare in EuroStar: biglietto famiglia andata/ritorno 2° classe 150 Euro (spicciolo più, spicciolo meno). Per cui si acquista il biglietto famiglia tramite interregionale, sempre 2° classe, spesa totale 60 Euro circa. Una bella differenza.
La differenza, purtroppo, riguarda anche altri 2 aspetti:
– la durata del viaggio è di quasi 2 ore e mezza (45 minuti in più dell’EuroStar)
– il treno si riempie in modo spropositato, cosa che in EuroStar non sarebbe mai capitato
Alle 11 siamo a Venezia.

Per prima cosa lascio MDM (Mia Dolce Metà) ed il figlio da soli per 5 minuti, e vado a vedermi l’arcinoto Ponte di Calatrava, giusto per farmi un’idea in prima persona. Di idee me ne faccio 3, senza pretendere di essere un Sovraintendente alla Belle Arti, o Architetto o un Veneziano:
1) stona completamente con il paesaggio e con lo stile Veneziano, tipo ‘pugno nell’occhio’
2) da senso di insicurezza, sembra quasi di sentirlo muoversi sotto i piedi causa calpestio dei passanti
3) capisco benissimo che in inverno ci si possa scivolar sopra, e farsi male, come fosse una lastra di ghiaccio
Bocciato.

Mi ricongiungo al resto della ciurma e ci incamminiamo direzione Rialto e San Marco.
5 ulteriori considerazioni dal punto di vista prettamente turistico-fancazzistico:
1) I bar sono almeno per il 50% in mano ai cinesi. E siamo a Venezia
2) I baracchini per le strade, che vendono cosa assurde tipo mazzetti di peperoncini piccanti, foto di Venezia ritoccate con il photoshop, magliette dell’Inter di Toldo ed Eto’o, berrettini “I love Venezia”, ebbene questi baracchini sono tutti (ripeto: tutti) gestiti da indiani/pakistani. E siamo a Venezia
3) Le botteghe sono, fortunatamente, ancora tutte in mano ai Veneziani. I prezzi sono tuttavia del tutto proibitivi
4) I gondolieri sono anch’essi tutti Veneziani, bastava sentire le parolacce e le bestemmie che dicevano per rendersene conto
5) I turisti sono per la metà cinesi/giapponesi (faccio fatica a distinguerli)

Nei confronti di Venezia mi pongo in una situazione di amore/odio. La città è bella, ricca di storia cultura e fascino, ma obiettivamente è decadente. Se non fosse per l’Università durante i giorni feriali ci sarebebro solo persone anziane tra le ‘calli’, e nel percorrere i ponti e scrutando le abitazioni non può che venirmi in mente Thomas Mann.

Capitolo chiesa di San Marco: si deve entrare senza zaini.
Ora, mi chiedo, come posso farmi un giro a Venezia senza zaino? Dove metto le bottigliette d’acqua per il figlio, la felpa, i giornalini da leggere durante il viaggio, la macchina fotografica, il Nintendo DS? Il poco gentile inserviente mi dice che ad un centinaio di metri c’è un posto dove posso depositare lo zaino a 10 Euro, io mentre sorrido lo mando mentalmente a fare in culo e rinuncio alla visita della chiesa. Ed è un male, perché è bellissima. Capisco il rischio attentati, ma non poter nemmeno entrare in chiesa… accetterei volentieri una perquisizione del bagaglio, ma spendere 20 Euro (anche MDM aveva lo zaino) per visitare una chiesa, per quanto bella, mi sembrano troppi.
Evito anche la salita al campanile per 2 motivi: il costo (8 euro a testa, totale 24) e la stanchezza della ciurma. E’ ora di pranzo.

Venezia è piena di ristorantini, bar (cinesi), trattorie, pizzerie. Il voto democratico ci porta in una pizzeria.
3 pizze cotte al forno elettrico: 29 euro
2 bicchieri medi di coca cola alla spina anacquata: 10 euro
2 bottigliette da mezzo litro di acqua: 7 euro
3 coperti: 9 euro
e, incredibile ma vero, costo di servizio 12% calcolato *anche* sui coperti
ogni commento è superfluo.
(tra l’altro di fianco a noi c’era una comitiva di sordomuti, che si erano concessi anche il lusso di vino, birra (uno di loro aveva un boccale da 1 litro), dolci e caffé. Avreste dovuto vedere le loro facce all’arrivo del conto).

Con il senso di vasellina ancora addosso siamo tornati in piazza San Marco per poi passeggiare verso l’arsenale, abbiamo fatto molte foto e direi che ci siamo divertiti molto, oltre che stancati.
Senza energie per un ritorno a piedi in stazione prendiamo il vaporetto: 7 euro a testa, totale 21 euro.

Con calma: io non sono un tirchio. Solo che mi secca trovarmi di fronte a costi così alti per qualsiasi cosa si faccia. Ditemi poi se una famiglia normale, come la mia, può sempre permettersi di spendere tutti questi soldi per una semplice gita. I prezzi, di trasporto e di vitto, li trovo davvero eccessivi, laddove lo stipendio di noi dipendenti non cresce nemmeno da coprire l’inflazione.
Se pensiamo a chi il lavoro ce l’ha ma precario, o chi il lavoro non ce l’ha proprio per nulla, il costo di questi servizi rappresenta una presa per il culo ed una offesa bella e buona.

Durante il viaggio in treno io faccio un po’ di brain trainer, MDM legge un libro mentre il bimbo prende sonno.
Arrivati a casa ceniamo velocemente e mentre porto il bimbo a letto chiedo se la pizza era buona:
“La più buona del mondo! Grazie papà!” e mi saluta addormentandosi immediatamente.

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3 risposte a La gita a Venezia

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