3 domande a… Kim Jong-un

Siamo nel 2012 ed esistono ancora le dittature. Non ti sembra di essere non solo anacronistico ma anche un po’ coglione, Kim?

Io sono la guida del Popolo Coreano, grande Comandante Supremo, la gente mi venera e mi adora. Dov’è il problema?

Dai Kim, a chi la vuoi dare a bere? La Corea Del Nord è uno stato miserabile, esistono ancora i campi di concentramento, il popolo è sottomesso e schiavizzato, i diritti umani non esistono. La gente è obbligata a venerarti, questa è la verità.

Il Popolo Coreano è un popolo libero e felice, mi posso vantare di poter affermare che da noi, unico caso nel mondo, tutte le cure mediche e tutte le terapie sono gratuite, così come gratuiti sono i medicinali. Non come da voi, presi come siete da ticket e interminabili mesi di attesa.

Kim, non sono nato ieri e soprattutto non sono nato a Pyongyang. Da voi la sanità sarà anche gratuita, ma ospedali e cliniche sono carenti di medicine e spesso mancano anche acqua ed elettricità. L’acqua, quand’anche sia presente, non è potabile, i tassi di mortalità alla nascita sono tra i più alti del mondo e l’aspettativa di vita è bassissima, agli ultimi posti delle classifiche mondiali.
Ma ti faccio scegliere: parliamo di qualità della vita? Di libertà di stampa? Di libertà di religione? Della politica economica isolazionista? Del programma nucleare? Anzi no, scelgo io: parlami di Yodok.

La popolazione va educata, non trovi? E quando qualcuno non si identifica con i principi democratici del nostro grande Paese, esso va ri-educato. Lì imparano nuovi mestieri, e trovano nuove motivazioni per la loro esistenza.

Mi pigli per il culo? Sono dei campi di prigionia belli e buoni, le persone sono sottoposte a lavori forzati, molti muoiono di vessazioni o di malnutrizione, altri vengono pubblicamente impiccati o fucilati. Le donne vengono brutalizzate e stuprate. Sono lager.

Fandonie, Kikkakonekka. Vienimi pure a trovare, sarai mio gradito ospite e potrai vedere con i tuoi occhi.

Ciccio, per venire a trovarti devo seguire una burocrazia senza precedenti. Senza contare che, qualora riuscissi ad arrivare fin lì, non capisco perché dovrei essere obbligatoriamente seguito da una guida e soprattutto perché le zone da visitare le scegliate voi. No, dico la verità, non credo che verrò, anche per il rischio di non riuscire poi a tornare a casa. Cosa vuoi, da noi in Italia ci saranno anche dei problemi, ma almeno non ho il coprifuoco serale. Perché invece non vieni tu da noi?

Il Popolo Coreano ha bisogno di essere seguito giorno per giorno, con il mio affetto e le mie scelte sempre finalizzate al bene comune. Io ho l’obbligo morale di starmene qui.

Ecco, bravo, resta pure nella tua reggia, circondato da lacché e osannato da un popolo oppresso. Non sentiremo la tua mancanza.

[Ricordo, per chi se le fosse perse, le precedenti “3 domande a…” rivolte a Napoleone, Cicchitto e Pitagora]

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5 risposte a 3 domande a… Kim Jong-un

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  4. narrab ha detto:

    Simpatiche queste interviste impossibili. Tu gli hai posto domande serie, ma io con uno così non ci riuscirei. Per cui vorrei chiedergli se posso sentire il rumore che fa dargli una scozzetta dietro al collo ! 😛

    Piace a 1 persona

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