Suicidio di massa. Parte 1 di 2: oggi

I mass media, come al solito, si buttano a pesce sulle notizie del momento: bambini scomparsi, cani randagi assalitori, stupri seriali, suicidi. Fiutata la pista, telegiornali e stampa scovano decine di casi analoghi, e li sbattono in prima pagina creando un effetto a cascata che verrà interrotto solo da casi apocalittici: nave che affonda, vip che muore, caduta del governo, Belen che si fa male.
Oggi ci sono solo suicidi di persone sul lastrico, e questo mi amareggia molto. Cerco di mettermi nei panni delle persone disperate e penso a cosa farei, ma per quanto disperato io sia non credo ce la farei mai ad uccidermi anche perché, secondo me, è un atto totalmente egoistico.
Il tale che, in totale crisi finanziaria, si spara lasciando moglie e due figlioletti non ha mica pensato a loro? Come faranno a tirare avanti se lui li lascia nel dolore e nella merda?
Certo che, purtroppo, anche chi si toglie la vita è una vittima. Vittima del sistema economico e finanziario che, perseguendo mire oramai anacronistiche, brucia vite umane e soldi in nome del PIL. Il PIL, come dice Beppe Grillo, mica potrà crescere all’infinito, forse i “grandi saggi” dell’economia dovrebbero ridisegnare l’economia moderna, mettendo il lavoro come perno ed obiettivo, e non la crescita economica fine a se stessa.

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