La linea spezzata

La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha dettato le linee guida cui la Chiesa deve sottostare nei casi di pedofilia.
Interessante questo passaggio: “Che il clero cooperi alle indagini della magistratura sui casi di pedofilia nella Chiesa, ma senza obbligo di denuncia”.
Ripeto per i poco attenti: “senza obbligo di denuncia”.
In pratica io (prete) incontro un mio confratello che palpeggia una 14enne, o inchiappetta un chierichetto, ed io:
– gli intimo di smettere
– lo confesso
– lo benedico
– lo invito a non farlo più
– NON lo denuncio (nonostante sia un reato)
Non so che termine utilizzare: connivenza? esser complice? O magari mi fermo a “schifo” e “disgusto”?
Guardate che io vado d’accordo con i parroci che conosco. Li saluto, ci parlo, ad alcuni do del “tu”. Questi “preti di periferia”, che si fanno in 4 per aiutare davvero chi ne ha bisogno, sono solo da elogiare.
Ma, come in ogni categoria di esseri viventi, ci sono i buoni ed i meno buoni, e davvero non capisco come si possa essere uomini di Chiesa e poi arrivare a simili fatti abietti e, peggio ancora, avere la Chiesa che non ne ponga l’obbligo di denuncia, lasciando di fatto alla moralità di ognuno la decisione di denunciare o meno il tutto alla magistratura.
Caro Monsignor Crociata, un minimo di vergogna, no?

La_linea.gif
La Linea incazzata

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