I tagli

Dispiace, a volte, dover affermare “io l’avevo detto”. Nulla di grave nel mio caso, per carità, ma la situazione che vi racconto è sintomatica di come siano dissestate le finanze dei comuni italiani.
Tutto nasce dall’abolizione dell’ICI.
E’ pur vero che una tassa sulla prima casa sia poco “simpatica”, per usare un eufemismo. Ma, con gli anni, l’ICI si è consolidata come unica vera fonte di entrate per i comuni italiani.

<breve analisi politica>L’ICI era l’unica tassa “federalista”, dato che le entrate rimanevano all’interno dei comuni di residenza. Strano che un governo formato anche dalla Lega, che del “federalismo” si fa portavoce, abolisca l’unica tassa che poteva fungere allo scopo.</breve analisi politica>

Ebbene, appena Silvio sparò questa cazzata “aboliremo l’ICI” io esclamai: “i comuni andranno in crisi, verranno tagliati i fondi per il verde pubblico, per la manutenzione stradale e daranno una stretta al walfare”.
Non occorreva essere dei geni per prevederlo.
Ora, accade che io abiti vicino ad un parco pubblico dedicato ai bambini di età 2-10 anni che ultimamente si presenta più o meno in questo modo:

erba_alta.jpg
E’ vergognoso, perché sarebbe un parco davvero bello.
Ho contattato il vicesindaco, che funge anche da assessore al verde urbano, e lui cordialmente mi dice:
“Kikkakonekka, non abbiamo più soldi. Non possiamo permetterci di tagliare l’erba più di 3 volte all’anno. Non sappiamo come fare.”
Già: che fare?

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