Lacrime

Non so come mai sto piangendo.
Forse perché sono stato a casa sua centinaia di volte, ed è sempre stato gentile con me.
Forse perché mi ha sempre trattato da pari a pari, nonostante il gap generazionale.
Forse perché era una persona sempre corretta nei comportamenti e nelle parole.
Forse perché l’ho visto pochi giorni fa e stava benone.
Forse perché tra di noi non c’era solo la stima, ma davvero amicizia, così come con i suoi figli miei coetanei.
Una stima senza se e senza ma: dal nulla era riuscito a realizzarsi nel lavoro e nella famiglia, con ottimi risultati in entrambi i casi.
O forse piango perché ricordo i momenti della mia infanzia, e mi rendo conto che sono ormai dei ricordi sbiaditi contornati da volti che non potrò più guardare negli occhi.
Ciao Gianni.

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