Tutti alle primarie

Sono davvero stufo del populismo e del demagogismo che fuoriesce da qualsiasi televisione e giornale in questi giorni in relazione alle fantomatiche “primarie” del centro-sinistra e del centro-destra.
Non che di per se sia sbagliata l’idea di dare al popolo la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare, ma non mi vengano a dire che si tratta di una “alta forma di democrazia”.
Pagliacci!
Pensate a riscrivere la legge elettorale e di dare la possibilità alle persone di scegliere il proprio candidato: questo sarebbe un primo piccolo passo verso una vera forma di democrazia.
Ma poi, diciamocelo tra noi, cosa sono queste primarie se non una forma di auto-reclamizzazione, con la possibilità di far parlare di se tutti i media nazionali? Perché, a dirla tutta, queste primarie dietro i sorrisi di facciata stanno mettendo sotto i riflettori i veri problemi della nostra classe politica, e questo vale sia per il centro-sinistra che per il centro-destra.

Centro-sinistra: i candidati principali (Bersani, Renzi, Vendola) portano avanti un conflitto di idee e di programmazione che non rappresenta un buon viatico per un futuro governo della Nazione. Renzi vuole rottamare Bersani, Bersani cerca di modificare le regole delle primarie per mettergli il bastone tra le ruote, Vendola è inviso ai centristi (leggasi: UDC, ma non solo) con i quali sarebbe poi impossibile trovare un accordo di governo. E vedremo come andrà a finire.

Centro-destra: situazione ridicola ed imbarazzante. Vorrebbero fare le primarie per far vedere che anche loro, all’interno dei partito, sono democratici, ma poi temono l’inevitabile confronto con i milioni di votanti del centro-sinistra che loro non potrebbero nemmeno sfiorare.
Brutta figura in agguato. Poi nel centro-sinistra le primarie sono auto-finanziate, ve le vedete voi le schiere di persone che non vedono l’ora di offrire i loro 2 Euro per una elezione che poi, con la semplice alzata del mignolo, Berlusconi abolirebbe?
Inoltre: che senso ha fare le primarie del centro-destra, quando lo stesso PDL è un partito in via di disfacimento, con gli elementi più ‘destrorsi’ che non sopportano più nemmeno l’ombra di Silvio, con Alfano che perentoriamente dice “Sì, ma…”, e con una schiera di politici incazzati?

Allora sì, torniamo alle primarie, ma alle scuole primarie.
Facciamo tornare sui banchi di scuola i nostri politici, e mettiamo loro davanti una maestra (magari  precaria, certamente sottopagata) che insegni loro la storia, l’italiano, e ancora meglio un po’ di  educazione civica, in modo che possano comprenedere il vero valore della “cosa pubblica”, ben diversa  dalla “cosa privata” che i nostri politici portano avanti con le loro spettacolari iniziative con le quali ogni giorno la magistratura si trova a confrontarsi.

elezioni primarie, scuola primaria
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