Il ricco emarginato

Amo il gioco del calcio, che ho anche praticato quando i capelli c’erano ancora tutti ed erano neri, sono tifoso da stadio e da poltrona, mi piace il campionato italiano e seguo anche le maggiori squadre europee, per cui non parlo da totale sprovveduto.
Ecco, ciò che volevo esprimere è la mia disapprovazione per il comportamento disgustoso che alcune squadre di calcio stanno mettendo in pratica da alcuni anni, con la emarginazione dei giocatori che non si “allineano” ai dettami della società.

Tradotto (esempio #1): hai un contratto di altri 3 anni con me, ti ho offerto 3 milioni di Euro netti all’anno e tu hai accettato, ora io non voglio più darteli, per cui o tu rinunci ad una parte di stipendio oppure io ti pago, ti faccio allenare, ma le partite ufficiali te le guardi in televisione

Tradotto (esempio #2): il tuo contratto sta per scadere, quindi tra pochi mesi tu te ne vai in un’altra squadra a parametro zero ed io non ci guadagno nulla. Se rinnovi il contratto ti cedo ugualmente, ma almeno ci guadagno qualcosina, ma visto che non vuoi rinnovare (perché evidentemente hai già un accordo definito con il nuovo club) per punizione non ti faccio più convocare in prima squadra

I casi più eclatanti hanno riguardato, negli ultimi anni, Marchetti, Diakité, Matuzalem, Sneijder, e molti altri anche di squadre delle serie inferiori.
Usiamo la parola giusta: ricatto.
Sono dei ricatti belli e buoni, e non c’entra il fatto che un giocatore sia ricco o meno. Perché poi i casi dei giocatori meno famosi (e dunque meno ricchi) magari non trovano nemmeno lo spazio adeguato nei mass media.
Le società non sono state costrette a firmare questi contratti: lo hanno fatto di loro iniziativa, seguendo le leggi del mercato pallonaro, per quanto strampalate esse possano essere.
Il sindacato dei calciatori non ha molte armi da poter utilizzare. L’atleta viene fatto regolarmente allenare, ma poi non viene convocato per la partita “per scelta tecnica”.
Ecco quindi che entra in gioco la figura dell’allenatore, che propendendo per una esclusione “tecnica” salva di fatto la faccia alla società, rendendosi ovviamente complice di questa brutta faccenda. Vergogna a loro: spiegatemi bene come giocatori del calibro di Marchetti, Diakité, Matuzalem, Sneijder possano venire esclusi “per scelta tecnica”. Sono tra i migliori per rendimento nel loro ruolo, non meritano neppure di andare in panchina?

calcio, fuori squadra, ricatto
Edificio evidentemente “fuori squadra”

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