Totò

Ho avuto modo di leggere in internet alcuni estratti degli interrogatori fatti negli anni scorsi a Totò Riina.
Beh, per essere stato definito ‘Capo di Cosa Nostra’, direi che mi aspettavo qualcosa di più.
Non azzacca un condizionale ed un congiuntivo nemmeno per caso, ed anche i verbi espressi nel modo indicativo latitano assai.

[cacchio, ho usato il verbo ‘latitare’ parlando di Totò Riina. Che gaffe]

“Se io avrebbi conosciuto”, “io non mi chiamerebbe Salvatore Riina”, “facissi parte”, “io sarebbi”, ma anche perle come “sono un detenuto modello”, “la mia è una famiglia modesta”, “io non parlo con chi ha una bassa moralità”, “io non sono un politicamente”.
Certo, tra le sue parole si possono spesso riconoscere severi ammonimenti a persone della cosca, e talvolta dei giudizi talmente taglienti da sembrare delle vere condanne verso i suoi cosiddetti ‘nemici’, ma il suo linguaggio così povero mi fa pensare che potrebbe esser vero (come asserì anni fa anche Beppe Grillo) che il vero capo di Cosa Nostra non fosse lui, e non verremo mai a sapere che veramente fosse.

totò riina
“Ma Andreotti si baciava con me? Ma che era, lo scemo d’Italia?”

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