Frost/Nixon

Kikkakonekka: “Eccoci finalmente al dunque, con i tre candidati che risponderanno alle domande che tutti gli italiani si pongono. Presentiamo al pubblico Mario, Pier Luigi e Silvio, che verranno interpellati in rigoroso ordine alfabetico, per non lasciare adito a preferenze o a malintesi. Per voi va bene?”
Mario: “Per me va bene”
Pier Luigi: “Per me abbastanza, ma non vorrei che questo fosse una pregiudiziale per dare a Silvio sempre l’ultima parola”
Silvio: “Il solito bolscevico”

K: “Bene, siamo già in temperatura da corrida. Iniziamo con la prima delle tre domande: le Falkland devono rimanere al Regno Unito, oppure fa bene l’Argentina a rivendicarne il possedimento?”
M: “Geograficamente le Falkland, o Malvinas, è chiaro che siano molto vicine al territorio Argentino. Tuttavia è bene ricordare come la risoluzione 502 dell’Onu – siamo nel 1982 – condusse alla rinuncia degli Argentina alla sovranità su queste isole. L’Italia, aderente all’ONU, è dunque a favore del governo di Sua Maestà la regina Elisabetta II”
PL: “Il ‘Processo di riorganizzazione nazionale‘, la dittatura militare Argentina di quegli anni, era un regime fascista dittatoriale. Logico per noi schierarci dalla parte della ragione, quindi dalla parte inglese”
S: “Ho parlato personalmente con Margaret Thatcher, conducendola a più miti intenzioni, ed invitandola a rinunciare al bombordamento dell’Argentina. Senza giri di parole: dovete ringraziarmi per aver evitato la III Guerra Mondiale”

K: “Ottimo. Ognuno conserva i suoi punti di vista, con il rispetto delle opinioni altrui. Veniamo al secondo punto che sta a cuore a tutti gli italiani: la legge sugli stadi verrà un giorno finalmente approvata?”
M: “Il Parlamento, democraticamente eletto dal Popolo Italiano, non ha votato la legge, per cui il dibattimento parlamentare dovrà essere riroposto con la futura nuova legislatura, di cui mi propongo come premier
PL: “Il mio partito ha sempre votato contro la legge, che può portare a gravi effetti negativi dal punto di vista ambientale ed urbanistico…”
S: “Come al solito il vostro comportamento comunista blocca lo sviluppo delle attività produttive italiane…”
PL: “L’onorevole Silvio adora interrompere i suoi interlocutori. In questo caso è evidente il suo conflitto di interessi, dato che egli non solo tifa per una importante squadra di Serie A, ma ne è addirittura presidente. Cosa volete gliene freghi a lui dell’ambiente, se può guadagnare palate di Euro da questa iniziativa?”
S: “Ma cribbio, cosa sta dicendo? Qui si parla del futuro: come potranno le nostre squadre di calcio competere con le maggiori formazioni europee – già proprietarie dello stadio in cui giuocano – se non potranno anche loro contare su uno stadio di proprietà, con annessi negozi, ristoranti e bar? La solita visione sinistrorsa… il giuoco del calcio è una cosa seria!”

K: “Bene. Bravi. Veniamo alla terza ed ultima domanda, forse la più delicata, che tutti gli italiani vorrebbero porvi se potessero incontravi di persona: ha ancora senso l’uso dell’Esperanto nel 2013?”
M: “Numerosi sono stati i tentativi di diffondere l’uso della Lingua Esperanto anche nelle riunioni delle commissioni europee, ma senza alcun successo. Io trovo giusto che ogni Nazione possa portare avanti la propria lingua e le proprie usanze anche in seno alla Comunità Europea, senza discriminazione alcuna”
PL: “Ma cosa stai dicendo? Proprio tu che conosci tutti gli esponenti del governo europeo, non ti sei accorto del crescente ‘trilinguismo‘? Tu stesso parli in inglese, mica in italiano, durante i discorsi ufficiali con esponenti stranieri”
S: “Mi consenta: ma che lingua dovremmo parlare? Il cinese per il solo fatto che sono più di 1 miliardo e tutti comunisti?”
PL: “Ma lei, on. Silvio, vede i comunisti dappertutto? Ma cosa sono: i Visitors?”
S: “Le statistiche dicono…”

K: “On. Silvio, la blocco prima che lei parta con il solito pistolotto di numeri inventati ad minchiam. Ringraziamo comunque tutti e tre i candidati premier per la loro partecipazione, sperando che la loro avventura politica sia finalmente condita da moralità e reale interesse per la ‘cosa pubblica’, altrimenti questa è la volta buona che gli italiani si incazzano sul serio”

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