Apnea notturna

Ogni volta che accade spero dentro di me che sia l’ultima, ma ogni volta mi devo ricredere.
Vi assicuro che è una sensazione assurda, pensi davvero di essere all’ultimo respiro e di star per morire, a meno che tu poi non riesca a riprendere fiato come se stessi emergendo dal fondo dell’oceano. Non per nulla sui chiama apnea.
Ho notato che ci sono due fattori che mi portano ad affrontare questa spiacevole situazione:
– lo stress (guarda caso è un periodo di sovraffaticamento fisico e mentale da lavoro)
– il fatto di dormire a pancia in giù
Il fattore stress convive con me da parecchi anni, tra alti e bassi. A volte si sfoga con la psoriasi, altre volte con la tachicardia, altre ancora con il mal di pancia, e poi il reflusso gastroesofageo… ogni volta è una sorpresa.
Il dormire a pancia in giù è una abitudine che ho sin da quando ero fanciullo, e che con difficoltà riesco a modificare. Talvolta ci provo ad assumere una posizione differente, ma poi nel sonno mi giro e senza rendermene conto mi ritrovo fatalmente con la faccia sul materasso (a pancia in giù infatti non utilizzo il cuscino).
La soluzione definitiva sarebbe quella di diventare improvvisamente ricco e potermi ritirare in una fazenda, abbandonando così lo stress quotidiano. Ma temo non sia una soluzione imminente.

apnea notturna
Una brutta fazenda

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