Cose da Turchi: parte 1/6

La vacanza in Turchia è andata bene, nonostante i timori di sommosse avuti alla vigilia. Ho soggiornato presso un villaggio vacanze vicino ad Antalya, nel Sud del Paese, ed ho raccolto una moltitudine di informazioni delle quali vi elencherò le più importanti, per dare un tono di “pubblica utilità” a questo blog.

Animazione
Bravi, bravissimi gli animatori nel villaggio turistico. Ogni giorno all’opera con mille attività (che io evito da sempre), la sera intrattenevano gli ospiti con spettacoli di varia natura: balletti, recite, piccole commedie, spettacoli di magia.
Tutto rigorosamente introdotto ed accompagnato in lingua turca, tanto per farsi ben intendere

Aria condizionata
La calura turca, nonostante ben lontana da quella dell’Egitto, si fa comunque ben apprezzare. Ecco dunque che ogni locale, dal ristorante dell’albergo al più piccolo bazar in paese, sia dotato di aria condizionata spinta al massimo. Accade dunque che torni da una passeggiata post-pranzo all’aria aperta con una temperatura tra i 35° ed i 40° Centigradi, e ti trovi a dover passare per la hall dove vivono in perfetta armonia i trichechi e gli orsi bianchi.
Ecco che il consiglio “aver sempre qualcosa a maniche lunghe da indossare” torna utile per evitare bronco-polmoniti istantanee

Aspendos
Nella regione della Panfilia si trova Aspendos, antica città dove potrete ammirare il meraviglioso teatro romano che miracolosamente è arrivato ai giorni nostri quasi intatto. Rimarrete stupiti dalla sua grandiosità, e con la fantasia vi immaginerete gli spettacoli di gala che vi si tenevano secoli addietro

Autobus
Prendere l’autobus, da soli, in Turchia è un’esperienza da raccontare.
L’autobus arriva rumorosamente e con le porte già aperte, probabilmente per non far morire di caldo le persone al suo interno. Entro con i soldi in mano per il biglietto, ma il conducente con un’espressione tipica della Cappadocia mi sollecita a sedermi.
Io timidamente cerco di rivolgermi a quello che appare essere un suo aiutante per dirgli dove avrei intenzione di scendere, e costui mi fa cenno di avere capito.
Mi siedo con 10 baffi e 20 occhi che mi guardano.
Dopo un paio di fermate (si viaggia sempre a porte spalancate) il tizio mi si avvicina e mi chiede 1 Euro, poi mi fa cenno di scendere mentre l’autobus è ancora in movimento. Glielo faccio notare e a momenti il gentiluomo non mi prende a spintoni per farmi scendere comunque. Impietosito l’autista blocca il mezzo ed io scendo prendendomi una botta di fumo dal tubo di scappamento del vetusto mezzo di locomozione, ma pronto per la prossima avventura

Baffi
I Turchi hanno i baffi per definizione. Autisti dell’autobus, giardinieri, venditori nei bazar, vigili urbani e, per mio sommo disappunto, li hanno anche le hostess

Barzelletta
La guida turistica turca, che però parla l’italiano molto bene, ci intrattiene con una simpatica barzelletta dal tipico humour turco.
Temel ha un caprone da monta che ingravida 4 capre al giorno.
Il Visir, venutolo a sapere, assume Temel ed il caprone al proprio servizio per il proprio gregge.
Tuttavia, da quel momento in poi, il caprone non fa più il proprio dovere, oppure solo in parte.
Il Visir dopo alcuni mesi di attesa convoca Temel e, visibilmente irritato, gli chiede il motivo di questo calo di prestazioni.
Temel va dal caprone, gli parla all’orecchio, ed il caprone gli risponde.
Il Visir chiede a Temel: “cosa ti ha detto?”
“Ha detto” dice Temel “che ora che è un dipendente pubblico si sente in dovere di lavorare molto meno rispetto a prima”.
Ha ha ha ha ha ha!!!

Bazar
O, come dicono i turchi, “bazaar”.
I veri bazar sono quelli che si trovano nelle piccole cittadine, dove si possono davvero trovare i prodotti tipici turchi, ma dove probabilmente non potrete mai farvi intendere dal negoziante.
I bazar rivolti al turista, purtroppo, propongono capi di abbigliamento taroccati (anche se davvero ben fatti), borsette e pelletterie anch’esse splendidamente falsificate, ceramiche (belle) fatte in serie e cibi vagamente etnici (the e spezie, per capirci). I negozianti insisteranno fino allo sfinimento perché comperiate qualcosa da loro, rivolgendovi a voi con locuzioni turche dal vago sapore offensivo

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