1996>2013

L’estate 1996 fu per me foriera di eventi negativi.
A livello personale, la ‘rottura’ con la fidanzata storica, che letteralmente adoravo, mi procurò una crisi esistenziale senza via d’uscita. Solo gli amici e la forza d’animo riuscirono a farmi riemergere dal tunnel in cui mi ero trovato. Ci volle parecchio tempo, ma poi conobbi MDM (Mia Dolce Metà) e la vita affettiva riprese a sorridermi.
Fisicamente il 1996 segnò l’incubo delle mie coliche renali. Ben quattro episodi, ripetuti e dolorosissimi, mi portarono ad altrettanti ricoveri, l’ultimo dei quali della durata di 12 giorni. Bevevo come un dromedario, ma la formazione di ‘renella’ era più furba delle ecografie e non si faceva sorprendere. Dopo una cura idropinica stetti meglio, e i dolorosi episodi non si ripresentarono più.

Fino ad ieri.

Era da quattro-cinque giorni che sentivo uno strato fastidio… lì, sulla estremità dell’uretra. Ci siamo capiti.
Era quello strano formicolio che nei tempi passati faceva da preludio alle tanto odiate coliche renali.
Stavolta ero più ottimista: anni senza alcun dolore, tanta acqua bevuta quotidianemente; insomma, io non credevo minimamente di dover rivivere quegli spasmi che solo chi ha avuto una colica sa quanto male facciano.
Ieri notte la colica vera e propria. Nel dubbio su cosa fare (era l’una di notte) ho subito assunto 2 pastiglie di Diclofenac 100 mg, e poi fatto chiamare mio padre da parte di MDM, perché mi accompagnasse al Pronto Soccorso.
Per ultima cosa, prima di uscire da casa, ho fatto pipì filtrandola e, sgranando gli occhi, ho sentito uscire e visto direttamente due granellini di sabbia uscire con l’urina.
Sono poi partito per il Pronto Soccorso (codice verde nonostante il dolore), esami del sangue e dell’urina, un paio di ecografie di controllo, altrettante flebo antidolorifiche, e poi a casa per le 5 A.M.
Decisamente una brutta nottata, ma non tanto per il dolore, quanto perché a livello psicologico ora mi sento vulnerabile, su un argomento che avevo riposto nel dimenticatoio e che speravo di non dover più affrontare.

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