10:25

A quel tempo non capivo, ero troppo piccolo. Avevo solo 11 anni, età non sufficiente a capire appieno cosa fossero estrema destra ed estrema sinistra, perché ci fossero attentati e rapimenti, perché si dovesse morire in quel modo.
A me piaceva giocare a pallone, fare la raccolta delle figurine, ascoltare musica e giocare con i Micronauti. Per le ragazze avrei dovuto attendere ancora un po’.
All’inizio della scuola, nel mese di settembre, vedo arrivare un ragazzino che conoscevo perché di un’altra sezione; era accompaganto da un adulto, presumibilmente il padre, ma il ragazzino in questione aveva il  viso completamente devastato, come se fosse uscito da un grave incidente.
Solo dopo molto tempo mi venne detto che Giorgio si trovava a Bologna il 2 Agosto 1980, insieme a mamma e sorella.
Entrambe persero la vita, lui la conservò rimanendo tuttavia sfigurato pesantemente.
Cambiò città e scuola, non lo vidi né sentii più.
Crescendo, tuttavia, io approfondii il significato di quella nefasta giornata, e di cosa accadde. Ho imparato a ragionare su quei accadimenti, sempre con la memoria rivolta a Giorgio ed alla sua famiglia.
Ora, a oltre 33 anni di distanza, mi tocca ancora leggere che i risarcimenti alle vittime dell’attentato non sono ancora disponibili. Non che il vile denaro possa ricompensare la drammatica perdita di persone care o il fatto di dover convivere con una invalidità fisica più o meno importante. Ma in un Paese civile questo non deve accadere, altro che decadenza di un senatore condannato.
Queste sono le cose serie che, purtroppo, vengono sempre inserite nell’ultima cartellina dell’ultimo cassetto e sistematicamente dimenticate.

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5 risposte a 10:25

  1. Alessandra ha detto:

    E’ vero..chissà perchè quando si deve risarcire tutto viene rinviato a oltranza..
    questa è stata una tragedia che mai dimenticherò..ero piccola ma certe immagini le ricordo bene ancora oggi!!

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  2. Erik ha detto:

    Io invece mi chiedo sempre, in casi come questi….

    che cosa vuol dire risarcire??? cosa può fare un risarcimento??

    sono situazioni che mi lasciano perplesso…

    poi nel caso specifico nemmeno definire vergognosa la situazione ha un senso… io credo che in tutto il dizionario italiano non ci sia termine che possa definire questa situazione…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Erik.
      No, Un risarcimento non serve alle vittime o agli eredi delle stesse.
      Serve però per valutare il grado di vicinanza dello Stato alle vittime, e visto che lo Stato non può donare affetto, almeno può far valere le leggi che in qualche modo ‘quantificano’ il danno.
      Purtroppo, accade solo che si aprano vecchie ferite per lasciar posto ad amarezza e risentimento.

      K.

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  3. Erik ha detto:

    mah, sarà che da tempo io non riesco più a riconoscere nessun concetto applicato al termine di stato…. in questo caso specifico poi…

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