Where’s the parking?

La gestione dei parcheggi a disposizione dei dipendenti nella zona dove lavoro io è a meta strada tra una farsa ed un insulto.
Innanzitutto è bene chiarire che io non lavoro in una zona commerciale: non ci sono negozi, vetrine, luci. Vi sono solo uffici privati e pubblici, un paio di sportelli bancari, mense, bar e trattorie. Proprio per questo motivo è chiaro che le automobili presenti in zona appartengono a gente che lavora e non ad eleganti signore che vanno a fare shopping o di persone che cazzeggiano andandosene in giro facendo girare le lancette dell’orologio.
E qui viene il bello. I parcheggi limitrofi sono al 95% tutti a pagamento, con le odiate linee blu ed il totem per il pagamento di quella cha appare essere una gabella. Peggio ancora: sono stati creati nei sotterranei ulteriori parcheggi ma anch’essi a pagamento: se vuoi che la sbarra si alzi devi avere la tessera.
L’assessore di turno ci ha spiegato che le norme risultano rispettate, ma il buon senso dove lo mettiamo?
A meno di rassegnarsi e fare un abbonamento di 42 Euro mensili, per trovare un posto auto nel piccolo parcheggio libero di fronte ci si combatte a colpi di scimitarra, oppure si arriva in ufficio talmente presto da far provare invidia agli sherpa nepalesi.
Io rinuncio a combattere come Ben Hur per uno dei 12 (dodici!) posti auto disponibili, e opto (come moltissimi altri colleghi) per imbucare l’auto in qualche vietta limitrofa, oppure presso il piazzale a circa 1 Km di distanza. Anzi, trovo molto positivo poter fare quattro passi la mattina e la sera, così il disagio alla fine non lo provo neppure.
Bisogna far notare, per completezza di cronaca, che io se volessi prendere i mezzi pubblici impiegherei almeno 70 minuti per andare a lavorare, mentre in auto percorrendo la tangenziale (negata agli autobus) ce ne metto 15. Quindi non mi si venga a dire “prendi l’autobus”, perché i servizi pubblici vanno bene se ti aiutano, non se ti ostacolano.
L’insulto finale è che comunque tutti questi parcheggi a pagamento restano immancabilmente vuoti, tranne rarissime eccezioni: colleghi che accettano di pagare la tassa mensile pur di poter parcheggiare a 10 metri dall’ufficio, o rari utenti che vengono
dalle nostre parti per recarsi in banca o in qualche ufficio.
Desolazione.

Bella idea. Davvero

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