Cassa n° 8

A casa siamo soliti bere acqua di bottiglia, consigliata innanzitutto al sottoscritto causa problemi di calcolosi renale.
Scelgo sempre un’acqua oligominerale con pochi residui, e di norma faccio un mega acquisto di bottiglie ogni circa 60 giorni, cogliendo l’occasione di alcune offerte, e comunque riempiendo il carrello della spesa di bottiglie d’acqua fino a renderlo stracolmo.
Ieri sono andato a fare l’usuale acquisto, che solitamente effettuo durante la pausa pranzo dalle 13 alle 14, e dunque con i minuti contati.
Con l’occhio attento all’orologio sono arrivato alla cassa vagliando per bene quale fosse quella con un minor tempo d’attesa, e notando un signore che con il carrello pieno si stava togliendo dalla fila della cassa numero 8 (forse si era scordato qualcosa da prendere) mi ci sono fiondato io scovando che prima di me c’erano solo due signore una sulla sessantina l’altra più anziana, entrambe con solo un paio di prodotti da comperare.
Guardo l’orologio, sono le 13:26.
La prima delle due signore ha con se due confezioni di bastoncini Findus. La cassiera legge il codice a barre, ed esce il prezzo di 4,65 Euro per confezione, per un totale di 9,30 Euro. La signora reclama, dicendo che c’è il 2×1 (ed in effetti in tutto il supermercato è ben reclamizzata questa iniziativa), ma la cassiera giustamente dice che il 2×1 vale per alcuni prodotti, non per tutti.
La signora insiste, ed allora la cassiera chiama al citofono una collega per le verifiche. Dice di avere pazienza, che sarebbe stata richiamata entro pochi secondi con la conferma sul prezzo.
La citofonata di ritorno tarda ad arrivare, quando finalmente lo quillo arriva, la cassiera viene rassicurata che sui bastoncini non vi è alcuna promozione, e che pertanto il prezzo totale è da ritenersi corretto.
La signora allora si sente quasi offesa, e con modi poco cortesi rinuncia all’acquisto andandosene.
La cassiera, trattandosi di surgelati, li prende in mano e ci dice di avere un minuto di pazienza ma che doveva andarli a riemettere al loro posto nel settore surgelati.
Io valuto se cambiare cassa, ma come al solito su 24 casse ne sono aperte solo 4, e le altre 3 sono assaltate come una diligenza. Rimango alla 8.
La cassiera ritorna, tocca alla seconda signora, quella più anziana.
Guardo l’orologio, sono le 13:38, io devo rientrare per le 14:00, ma passata la cassa devo anche sistemare gli ettolitri d’acqua in auto, e poi tornare al lavoro. Il tempo stringe.
L’anziana deve comperara un detersivo ed una crema per il corpo, valuto un’attesa di circa un minuto.
Se non fosse che dalla borsa, con un gesto degno di Silvan, la vecchina estrae una selva di buoni sconto e di punti premio da far invidia a mia madre, ed inizia a chiedere alla cassiera lo sconto sui prodotti, ed i premi per il raggiungimento della quota punti stabilita.
I premi richiesti sono 4: un coperchio per la pentola, la pentola e due pirofile, una per lei ed una per la figlia (perché doveva farlo sapere a tutti).
Coperchio e pirofile sono disponibili, la pentola no. Dunque, che fare? Prendere il coperchio ed attendere l’arrivo della pentola entro qualche settimana? No, la signora dopo alcuni tentennamenti decide di cambiare premio, ed insieme alla cassiera inizia a fare la conta dei premi disponibili per quel totale di punti, scegliendo un premio alternativo a quello di coperchio + pentola.
Sono le 13:51, io rimango paziente esternamente, mentre dentro di me penso a come incenerire la vecchia, deliziandomi all’idea di farle un tackle da dietro e di mandarla gambe all’aria.
Alle 13:54 viene presa la decisione di attendere l’arrivo della pentola, la signora prega la cassiera per la seconda volta di considerare i buoni sconto per detersivo e crema, poi paga con un Kg di monetine e se ne va.
Tocca finalmente a me. Sono le 13:57.
La cassiera mi fa “bisogna avere pazienza”. “Eh già” faccio io, mentre l’orologio scocca le 14:00.
Pago, vado al parcheggio, deposito in auto l’acqua, vado a mettere a posto il carrello, torno alla macchina, esco dal parcheggio, 3 minuti di percorso, parcheggio, cammino a passo svelto verso l’ufficio, timbro alle 14:12.
Mai fatto così tardi per prendere un po’ d’acqua; maledico la cassa n° 8 e mi fiondo alla scrivania, dove il telefono sta già squillando a voce alta. Senza aver mangiato neppure un tramezzino rispondo e penso che la sera dovrò uscire recuperando un quarto d’ora.

“Posso pagare con qualche monetina?”
“Certo signora, ci mancherebbe”

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