Il francobollo della discordia

A volte penso che capitino tutte a me o, in via alternativa, di essere stato preso di mira da parte di ‘Scherzi A Parte’.

Mi trovo all’ufficio postale per spedire un piccolo pacchetto. Mi rivolgo all’addetto, e spiego di avere già con me un francobollo da 60 centesimi, per cui chiedo la cortesia di stamparmi un ‘bollo’ per la differenza di importo. Poiché l’importo di spedizione risulta essere di 2,60 Euro prontamente l’impiegato mi stampa e mi incolla un bollo da 2,00 Euro; io ora devo solo appiccicare sopra il mio francobollo da 60 centesimi.
Pago, ringrazio e mi appoggio su un tavolino per incollare il mio francobollo. Estraggo dalla tasca una colla stick ed inizio a rendere adesiva la parte posteriore del francobollo. L’impiegato postale, complice l’assenza di altri utenti, mi osserva.
Ora devo fare una precisazione: il mio francobollo da 60 centesimi lo avevo ritagliato da una vecchia busta dove lo avevo appiccicato per errore, e non essendo riuscito a staccarlo fui costretto a ritagliarne il perimetro.
L’addetto mi squadra e mi chiede: “Scusi, ma quel francobollo non è di quelli autoadesivi? Perché ha bisogno della colla? Me lo fa vedere per favore?”
Certo di non star facendo nulla di sbagliato torno allo sportello e gli faccio vedere il francobollo. Il tizio inforca gli occhiali, lo esamina da vicino, e poi mi fa: “Questo francobollo è già stato utilizzato, perché risulta ritagliato. Lei dunque non può usarlo una seconda volta”.
“Guardi che non è mai stato utilizzato, era solo stato incollato per errore su una busta” controbatto io.
“Non importa se sia stato ritagliato da una busta non timbrata da Poste Italiane o se sia stato prelevato da una busta domestica. Un francobollo già utilizzato in qualsiasi modo non è riutilizzabile.”
“A parte che non lo sapevo” tento di spiegarmi “io credo che il francobollo sia una tariffa da pagare per un servizio. Poiché questo francobollo non è stato ancora utilizzato per qualsivoglia servizio postale, credo io abbia il diritto di poterlo utilizzare”
Interviene anche il collega dell’impiegato postale, visto che non ci sono altri clienti nei paraggi. Ovviamente da ragione al proprio collega, ed anzi propende per requisirmelo (ohibò, si tratta di ben 60 centesimi!).
Faccio il conciliante e chiedo di risolvere la questione emettendo un nuovo bollo elettronico da 60 centesimi, che prontamente pago ed appiccico sulla busta. Il francobollo ritagliato lo metto in tasca e credo che uno di questi giorni lo incornicerò, dato che deve avere certamente un valore intrinseco ben maggiore dei 60 cent nominali se Poste Italiane non mi permette di utilizzarlo in modo così leggero.

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