Pasqua 3D

E’ stato un periodo pasquale molto intenso, con la preparazione ai sacramenti del figlio, la partecipazione attiva alle cerimonie della Settimana Santa e l’organizzazione del pranzo pasquale, tradizione familiare quest’anno nelle mie mani.
Pasqua a 3 dimensioni.

Dimensione #1: il sacro
La Cresima e la Comunione del figlio sono state un’occasione anche per il sottoscritto per riavvicinarmi ad alcune tematiche religiose che avevo da tempo abbandonato. La partecipazione alle messe del Giovedì Santo e del Venerdì Santo, la processione (dove mi hanno anche incastrato con una lettura al microfono di fronte a tutti), la confessione e la comunione (sacramenti cui non accedevo da secoli). Ho interiorizzato molto questo periodo, facendo diverse riflessioni su me stesso e sul figlio, unendole a buoni propositi che spero di aver forza e voglia di portare avanti

Dimensione #2: il profano
Fino all’età di 24-25 anni (dunque… due decenni fa) ero un abile organizzatore di feste, sempre in prima linea per partecipare ad eventi più o meno festaioli non solo durante in week-end ma anche nel periodo infrasettimanale. Riuscivo a coniugare più o meno gli interessi di tutti (o almeno ci tentavo), e poco importava se passavo troppo tempo al telefono per tessere la trama della serata. Poi sono cambiato, forse anche per il fatto di aver trovato la persona giusta a mio fianco. Ma anche il mio carattere si è modificato, al punto che ora lo stare al telefono od organizzare qualsiasi cosa è per me fonte di imbarazzo o di impasse. Per stavolta ho fatto alcune eccezioni: ho telefonato a tutti i parenti per il doppio invito alla cerimonia dei sacramenti (la sera del Sabato Santo) ed al pranzo pasquale, ho
incanalato i regali proposti al figlio verso la classica mancia (a mio avviso molto meglio di avere regali inutili), ho ordinato confetti e bomboniere (un crocifisso fatto e dipinto a mano, a mio giudizio carino), ho prenotato al ristorante facendo presente i problemi alimentari di alcuni familiari.
Uso sempre il verbo al singolare non perché MDM (Mia Dolce Metà) non abbia fatto nulla, ma perché in famiglia sono comunque migliore di lei nelle attività organizzative, fermo restando che le scelte sono state sempre condivise

Dimensione #3: la famiglia
E’ stato bello vedere la famiglia (intesa in senso allargato, siamo sempre più di 20 quando ci incontriamo) molto unita affettivamente nei confronti del figlio, e partecipante come sempre in modo lieto alle festività pasquali. La cosa più bella è accaduta durante la messa
del Sabato Santo, durante la quale ci sarebbe stata l’impartizione dei sacramenti. La durata della cerimonia era stimata in almeno 2 ore e mezza, e sapendo che mia madre malata (come forse molti sapranno) non avrebbe potuto sostenere una durata così lunga, si era stabilito che lei arrivasse a metà cerimonia giusto in tempo per vedere Cresima e Comunione del figlio.
Vederla arrivare con il suo passo incerto, con tutta la sua fragilità ed il suo dolore, ma pur così piena di gioia è stata per me la gratificazione più grande, un’entrata da Regina, con la commozione di tutti coloro che le vogliono bene.

Il crocifisso regalato

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