Il patronato. Personaggio #7: i giocatori di carte

Entrano in patronato con lo stesso carisma di un gladiatore che entra nel Colosseo: testa alta, sguardo determinato, spirito combattivo, attrezzi del mestiere in mano (un tempo il gladio, oggi i mazzi di carte con foglietti e matite segnapunti).
Partecipano a tornei che la Champions League in confronto è un gioco per bambini: eliminatorie, sedicesimi-ottavi-quarti di finale e poi semifinali con finalissima, e poi ripescaggi e regole di ogni tipo per dirimere le situazioni di ex-aequo.
Il gioco che va per la maggiore è la ‘Briscola’ (sia singola che a coppie), ma in seconda battuta anche la ‘Scala 40’ annovera numerosi aficionados.
I partecipanti, rigorosamente over 65, partecipano alla competizione con la serietà di un chirurgo, non sorridono praticamente mai, memorizzano carte ed atteggiamenti avversari, bluffano quando possono, bestemmiano mai perché altrimenti Don Carlo gli espelle inesorabilmente dal patronato ‘senza passare dal via’.
I giocatori di carte convivono con i tifosi di calcio, in una situazione di tacita sopportazione reciproca. Stanno attenti solo a 2 cose: allo spifferatore (vedi personaggio #13) che rovina la partita con la sua boccaccia sempre aperta, e alla Miss patronato (vedi personaggio #10) che con le sue, anche ingenue, mossette distrae i giocatori di carte, e non solo loro.

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