Brutta giornata

Oggi sto avendo una brutta giornata.
Birillo, il gatto di casa, si è messo a miagolare insistentemente verso le 4:30 di mattina svegliandoci tutti, ma mentre MDM (Mia Dolce Metà) ed il figlio hanno ripreso sonno quasi immediatamente, io non ci sono riuscito.
In questo periodo di involontaria veglia, ho iniziato a rimuginare dei problemi che oggi avrei dovuto affrontare a lavoro, tra cui un poco simpatico incontro con il Direttore delle Risorse Umane.
Guai in arrivo che si sono concretizzati durante questo incontro, dato che mi hanno appioppato una nuova ‘rogna’ da sbrogliare in breve tempo.
Non è tanto per il nuovo compito che mi viene assegnato, quanto per il fatto che sembra che io abbia tutto il tempo che voglio per svolgerlo, quando in realtà così non è. Dovrò tralasciare altre occupazioni che mi ero ripromesso di portare a termine ed il tutto – a cascata – si ripercuoterà sui colleghi, i quali ovviamente se la prenderanno con me. Brutto affare.
Non bastasse, oggi in Azienda tutto sembra andare storto: la rete funziona a balbettii, un paio di PC dei colleghi hanno deciso di suicidarsi in contemporanea proprio stamattina, ed ho un delicato lavoro di elaborazione dati da completare assolutamente entro le ore 14:00, pena punizione corporale.
Breve pausa per scrivere queste poche righe di sfogo e via! che oggi il tempo stringe parecchio.

Tempo scaduto

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3 risposte a Brutta giornata

  1. Erik ha detto:

    però non devi accollarti responsabilità per la cattiva organizzazione altrui….

    si fa quello che si può, nel modo più professionale possibile…

    ma se guardando i palmi delle tue mani non noti niente di nuovo verso il centro, di forma circolare, secondo me devi riprendere la calma e la consapevolezza che un lavoro ben fatto richiede il giusto tempo, fare tutti i lavori in un tempo ristretto potrebbe causare problemi nei prossimi giorni… ci sono delle priorità e delle persone che hanno la responsabilità di stabilirle… magari ogni tanto bisogna ricordarglielo…
    ma la cosa più importante è recuperare l’equilibrio e fare bene il nostro lavoro….

    secondo me, ovviamente…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Tu hai ragione, Erik.
      Il fatto è che quando sia hanno delle scadenze, bisogna saperle rispettare.
      Una persona si è licenziata di punto in bianco mettendo tutti (me in particolare) in difficoltà. Bisogna tenere duro alcuni giorni, poi forse la situazione si normalizzerà.
      C’è da dire che i miei responsabili non brillano per lungimiranza…

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      • Erik ha detto:

        Concordo con te, davvero…
        ma proprio per questo motivo e per esperienze passate ti dico che secondo me è molto sottile il filo che divide ciò che dici e che concordo con l’autoconvinzione a prendersi responsabilità che non competono e che alla fine dei fatti comportano un precedente che se magari questa volta passa e risolve il problema, la prossima volta tutela chi doveva organizzare il lavoro e non l’ha fatto… quindi diventa un work around e non una soluzione… è complicato riuscire a convincersene ma ti assicuro che è realmente un modo per avvicinarsi alla risoluzione di un problema che altrimenti viene ignorato…

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