Problemi calcistici

Da poco tempo sono entrato a far parte della Direzione della squadra di calcio dove gioca mio figlio. Credevo che il mio compito fosse poco più che formale, ma già ieri mi sono trovato a dover affrontare una situazione spinosa: doppia riunione a 4 con il Presidente, lui ed i tre dirigenti tra i quali il sottoscritto.
In pratica durante l’ultima partita, tra l’altro vinta (4 vittorie su 4 partite), un paio di genitori dei nostri ragazzi (uno in particolare) si sono molto risentiti per l’operato in campo dell’allenatore: ragazzi poco ordinati nella fase di pre-partita, agitazione eccessiva in panchina, maleducazione da parte di un paio di giovani calciatori, ed altre segnalazioni. A volte basta una discussione per chiarire la faccenda, ma stavolta uno di questi papà si è sentito in dovere di andare dal Presidente e chiedere a gran voce addirittura l’allontanamento dell’allenatore.
Comportamento esagerato, ma che ha aperto un dibattito sul fatto che si possa migliorare negli atteggiamenti, soprattutto da parte dei ragazzi ma anche da parte di chi li allena.
Di solito queste lamentele lasciano il tempo che trovano: molti genitori (quasi tutti) hanno sempre qualcosa da ridire sull’allenatore. Ma stavolta la lamentela non è partita da un genitore qualsiasi, dato che questo papà è una persona molto influente per vari motivi, pur non essendo dirigente, all’interno della società. Sono stati toccati argomenti delicati come educazione, esempio e linguaggio, che per noi sono dei capisaldi e motivi di orgoglio più delle vittorie.
Il nostro allenatore è una persona corretta ed educata, è un signore che allena da circa 35 anni (non un pivellino, dunque), e metterlo sulla graticola è stato quantomeno ingeneroso. E’ vero, lui in panchina è sempre una furia (pensate ad Antonio Conte, tanto per farvi capire l’indole del personaggio), ma vuole bene ai ragazzi ed è ricambiato. Tra l’altro è un vincente, ma che anche quando si perde riconosce sempre la bravura dell’avversario. E non proferisce mai parolacce, tanto per dire.
La riunione è stata accesa, ad un certo punto il Presidente ha chiamato anche l’allenatore per dei necessari chiarimenti. Io l’ho difeso a spada tratta, ed in effetti alla fine non è accaduto nulla di clamoroso, se non un richiamo ad essere più pacato durante le partite ed a farsi rispettare maggiormente da parte dei ragazzi.
Da quando mio figlio gioca a calcio (questo è il 3° anno) non ho mai sentito insulti in campo, mai bestemmie, e l’ambiente è sempre stato sereno e propositivo. Allenamenti e partite sono sempre una festa, condite da un ‘terzo tempo’ a base di aranciata, panini, e patatine per tutti, avversari compresi.
Rimane il rammarico della forte arrabbiatura di questo genitore, che ha altresì deciso di ritirare il figlio dalla squadra. Un comportamento da stigmatizzare, perché alla fine ci rimette il ragazzo; credo sarebbe stato meglio un confronto con la presenza contestuale sua e dell’allenatore perché a me sembra che si tratti tutto di un equivoco.

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3 risposte a Problemi calcistici

  1. Erik ha detto:

    non lo so il mio schieramento in questo caso è molto difficile, il cuore direbbe che il padre ha sbagliato ma la ragione mi porta a dire che se una qualsiasi persona accetta di entrare nel mondo “calcio in italia” accetta automaticamente che prima o poi ci si scontri con oneri e onori di questo mondo, dove potete dirmi quel che volete, rispetto educazione e sportività non sono ben accetti…

    tutto questo senza parlare del caso specifico perchè mai mi sentirei nella posizione per poterlo fare…

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