Incomunicabilità

Prendo spunto da questo post del mio amico Erik per esprimere il mio pensiero sulla difficoltà di comunicazione tra padre e figlio.

Io sono assolutamente convinto che sia un problema sorto con la generazione attuale di genitori, di età dai 35 ai 45 anni, e che non riguardi gli attuali nonni (65-85 anni) e meno ancora quello dei nostri nonni che probabilmente oggi non sono più tra noi.
I miei nonni avevano vissuto le guerre, la ricostruzione, e mille avvenimenti che mi hanno raccontato in ogni modo. Anche i miei genitori hanno vissuto esperienze molto difficili (II Guerra compresa) ed anch’essi una miriade di situazioni che hanno arricchito la mia immaginazione ed i miei pensieri.
Ho come l’impressione che l’annello debole, se si parla di comunicazione genitori-figli, siano gli attuali genitori. Troppo presi tra SUV e smartphone, troppo indaffarati da sciocche app e futili conversazioni, mamme troppo prese dall’imitare le figlie nel vestiario, padri troppo presi da calcio e lavoro, tutti rincoglioniti da stupidi programmi televisivi studiati per cerebrolesi.
“Parle per te!” mi contesterà qualcuno “io non sono un genitore di quel tipo!”
Generalizzare non è mai facile, ma è sotto gli occhi di tutti che la crisi della famiglia sia un tema attualissimo, che riguarda non solo il rapporto tra moglie e marito, ma spesso e volentieri quello con i figli, che per mancanza di tempo o di materia cerebrale vengono lasciati in balia di loro stessi o di baby sitter più o meno attente ai compiti ma che non possono di certo provvedere a dispensare consigli di vita.
Non possiamo delegare ad altri il nostro compito di genitori.
Hai poco tempo? Che quel poco sia sia ottima qualità! Controlla i compiti, consiglialo, chiedi a tuo/a figlio/a cose ne pensa di un particolare argomento, rendilo partecipe della tua vita e sii tu coinvolto nella sua.

E’ difficile.

Solo in certe particolari situazioni io riesco davvero a ‘parlare’ con mio figlio, raccontando di me, proponendogli una visione delle cose ‘differente’ da qualle che i media ci propinano. Passeggiate in cui si parla di astronomia, o di geografia, o di storia, o di noi stessi, delle nostre preoccupazioni e dei nostri pensieri, magari mentre ci gustiamo un gelato o mentre si osserva il cielo sopra di noi.

Sono i miei momenti più belli.

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2 risposte a Incomunicabilità

  1. Alberto ha detto:

    Mah, secondo me il problema dell’incomunicabilita’ tra genitori e figli fa soltanto parte del processo di crescita e di emancipazione di questi ultimi, seppur esplicandosi in modalità differenti (influenzate dai diversi contesti storico-sociali). In età adulta si assiste in genere, salvo casi eccezionali, a un riavvicinamento, che perdura, in modo più o meno profondo, fino alla morte del genitore.

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