L’Eredità

Nelle scorse settimane un mio caro amico ha partecipato al quiz televisivo l’Eredità, condotto dal bravo Carlo Conti.
Il mio amico ha avuto la fortuna di vincere alcune puntate, ma la sfortuna di non riuscire a portare a casa nessuna vincita, non essendo mai riuscito ad “indovinare” la parola conclusiva.
Con lui abbiamo discusso a lungo sulla sua partecipazione ed, in senso lato, anche sul valore ‘culturale’ che i quiz televisivi odierni portano avanti.
Purtroppo, e lo dico con un velo di tristezza, i cari vecchi quiz a premi di una volta non esistono più; erano quiz dove era necessario un buon livello di cultura generale, e dove la fortuna giocava un ruolo talvolta secondario, dato che era la ‘bravura’ del concorrente a determinare l’eventuale vittoria (anche in denaro).
Non per niente il concorrente che vinceva grosse somme diventava a sua volta un ‘personaggio’.
Oggigiorno i quiz, invece, giocano molto sul concetto di ‘fortuna’, ed anche l’Eredità purtroppo non si discosta da questa falsariga.
E’ vero che molte domande si basano su aspetti mnemonici o di conoscenza di base, ma si tratta più di una cultura da ‘internet‘ che di una cultura personale vera e propria. Sapere (o indovinare) vecchi titoli di film mai sentiti nominare, distanze chilometriche di città oltreoceaniche, nomi di ex mariti di star internazionali a mio parere non qualifica la propria cultura generale, che si dovrebbe basare, volenti o nolenti, su aspetti storici, scientifici, letterari, geografici, filosofici di cui nei quiz odierni non vi è traccia alcuna.
Anche ‘indovinare’ la parola finale (quella della ghigliottina) è più frutto di intuizione che di ragionamento.
E’ un segno dei tempi. Se i giochi a premi di oggi sono nella maggior parte ‘frivoli’ (pensiamo ai pacchi) e non si basano quasi mai sulla conoscenza anche solo scolastica di alcuni argomenti trattati, la colpa non è della TV, ma della società che si specchia nella TV.
Purtroppo la cultura è sempre più bandita dalla nostra società. Non è il ‘pezzo di carta’ che ti qualifica come persona intelligente: anche tra i miei colleghi laureati serpeggia una ignoranza di base terrificante, da mettersi le mani nei capelli.
Chiediamoci: come mai in TV dilagano programmi deprimenti come i pacchi, i reality show, programmi contenitore che definire spazzatura sarebbe un complimento, e non troviamo quasi mai intrattenimenti ‘intelligenti’?
Ci rendiamo conto che nei sondaggi ci sono percentuali altissime di ragazze che desidererebbero partecipare a ‘Uomini e Donne’ o diventare effimere veline?
Magari apparirò ‘anziano’ nel portare in palmo di mano Mike Bongiorno, ma i suoi programmi tenevano sempre incollati alla TV milioni di spettatori, e sicuramente l’aspetto culturale era sempre ben curato, da Rischiatutto a Bis, passando per Telemike.
Oggi tra Mike e un reality a caso, la stragrande maggioranza dei telespettatori sceglierebbe il reality.
Io no.

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10 risposte a L’Eredità

  1. Bloom2489 ha detto:

    E’ quello che penso anche io, e il gioco finale dell’eredità è una vera presa in giro perché non esiste un modo univoco di individuare la parola segreta per cui puoi essere anche un genio, potresti non vincere. Alla faccia della meritocrazia… che abbassino i montepremi con il rischio che vinca più gente! Alla fine il messaggio che passa è che se non hai fortuna non sei nessuno comunque… bah!

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    • kikkakonekka ha detto:

      Per non parlare dei messaggi che escono da altri programmi osannatissimi dal pubblico.
      Bellezza e fortuna sono l’obiettivo di molti, la visibilità e la vanità lo stile di vita di altri.
      Anche le testate giornalistiche più impegnate, purtroppo, danno sempre più risalto a personaggi quantomeno discutibili, ed alla fine la TV fa solo da specchio ad una società allo sbando.
      Ciao

      K.

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  2. Erik ha detto:

    io guardo “cosa ti dice il cervello” su national geographic… e la cosa migliore è che piace un sacco anche a mio figlio.. 🙂

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