Kos dalla A alla Z (parte 1 di 5)

Sono tornato dalla vacanza di due settimane a Kos con la famiglia. E’ stata un’esperienza molto positiva, il clima è stato ottimale, il mare bellissimo e limpidissimo, il villaggio dove abbiamo soggiornato davvero eccellente.
A grande richiesta anche quest’anno vi racconto le mie vacanze con particolari ed aneddoti che mi sono appuntato durante la mia permanenza in terra greca. Un utilissimo vademecum per chi volesse andare in vacanza a Kos.

Acqua
Come evidenziato nella mia guida turistica di Kos, a tavola nessuno ti fa mai mancare una caraffa d’acqua da bere, sempre gratuita. Sia nel villaggio, sia nelle locande da me visitate durante le gite, l’acqua in effetti non è mai mancata. Peccato fosse imbevibile, ed in effetti solo i greci autoctoni sembravano apprezzarne il sapore. Un retrogusto come di ‘polvere’ la rendeva davvero sgradevole al palato, tant’è vero che alla fine tutti i vacanzieri ordinavano l’acqua in bottiglia o qualche bibita.

Aerei
Il mio villaggio era posizionato nella parte meridionale dell’isola, in posizione ottimale per vedere l’arrivo di tutti gli aerei in atterraggio presso l’aeroporto di Kos. Avendo il figlio appassionato di aerei, è stato spesso uno vero spettacolo osservarli, con le loro differenti livree, sopraggiungere e sorvolare la nostra zona ad una quota sufficientemente bassa da poterne ammirare i particolari. Il disturbo è stato minimo.

Aeroporto
L’aeroporto di Kos, intitolato ad Ippocrate, è davvero sgangherato e sottodimensionato. Intanto al check-in devi tu portarti la valigia a mano presso il nastro trasportatore; c’è un addetto, ma non aiuta neppure le persone anziane.
Poi entri nella zona partenze e ti sembra di essere nello Stadio Bernabeu il giorno di Real Madrid – Barcellona con persone ammassate ovunque ed una babelica confusione. Poi, incredibile, nella zona partenze manca il display luminoso con l’elenco dei voli, così tu non puoi sapere se ci sono ritardi, o quanti voli mancano al tuo. Gli annunci vengono fatti in greco ed in inglese sgangherato, e non si capisce una fava. Al momento dell’imbarco passa un addetto che ti chiede se sei italiano e ti indica con il dito di metterti in fila.
Di più: nella zona partenze c’era un ristorantino/tavola calda ma era inspiegabilmente chiuso, nonostante attraverso il vetro si notasse che fosse pieno di generi alimentari. Alla fine le persone si trovavano ammassate presso un ridicolo bar, dove un panino di dubbio sapore ti costava 5 Euro.

Agios Stefanos
In un contesto paesaggistico molto particolare presso Kefalos (parte occidentale dell’isola) si trova questa spiaggia di rara bellezza con la caratteristica di avere una piccola isoletta, raggiungibile a nuoto, distante circa 80 metri dalla spiaggia, con in cima una chiesetta intitolata a Santo Stefano (Agios Stefanos). Assolutamente da vedere.

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