Kos dalla A alla Z (parte 4 di 5)

Maria
Uscendo dal ristorante abbiamo notato sin dal primo giorno la presenza di alcuni gatti uno dei quali, particolarmente affettuoso, ci veniva sempre incontro miagolando.
Abbiamo verificato che si trattava di una gattina, tra l’altro anche molto magra, e l’abbiamo battezzata Maria in onore di Maria Callas grandiosa soprano di origini greche.
Maria ci faceva le fusa, ma in realtà lei aveva bisogno di cibo. Così noi abbiamo iniziato a prelevare di nascosto dal buffet alcune fette di prosciutto o di carne e di portargliele alla fine del pasto in modo da rifocillarla un po’. Maria ha sempre gradito, e come se lo sapesse la trovavamo sempre nello stesso posto vicino alle scale quasi stesse aspettando la nostra razione di cibo, ripagata da miagolii ed interminabili fusa.
Se avessimo potuto ce la saremmo portata a casa.

Mastichari
Durante una gita, siamo capitati in questo paesino marittimo verso l’ora di pranzo.
Passeggiando sul lungomare ho osservato i vari locali per scegliere quello dove andare a mangiare, e coscientemente ho scelto quello dove c’era la cameriera più gnocca.
2 toast + 2 macedonie + 2 lattine di pepsi cola + 1 gelato + 2 caffé = 13,80 Euro.
Temevo di pagare il doppio.
Ho pagato con 15 euro lasciando il resto come mancia alla graziosa cameriera (poi redarguito da MDM perché le guardavo troppo le tette).

Paradise Beach
MDM è stata categorica: “bisogna che si fermiamo alcune ore a Paradise Beach; se ha questo nome un motivo ci sarà”.
Accontentata.
Parcheggiata la macchina ci troviamo davanti ad un altro splendido panorama, come ormai Kos ci aveva abituati.
Scendiamo in spiaggia e, con pochi Euro, prendiamo un ombrellone con un paio di lettini.
Subito dopo nell’ombrellone di fianco al nostro arrivano 5 amiche di origini nord-europee (svedesi?), tutte e 5 bionde, alte e belle.
Senza remore si tolgono tutte e 5 il reggiseno e si mettono a prendere il sole di fianco a me. Il figlio ed MDM, nel frattempo, erano già in acqua.
Dopo circa 30 minuti le 5 si alzano dai lettino e si mettono a giocare a pallavolo, sempre in topless, a circa 5 metri da me. Mi è venuto il torcicollo a furia di guardarle.
Nel frattempo tornano dalla passeggiata figlio ed MDM, la quale nota il mio interesse per le 5 fanciulle.
“Beh?” mi fa lei fingendo gelosia.
“Paradise Beach” rispondo io.

Supercafone
Mi ha imbarazzato molto la presenza nel villaggio di una maleducatissima famiglia italiana che, incessantemente, ha dato modo di esibire la propria stupidità ed ignoranza, oltre che maleducazione.
La prima volta che li ho notati erano nella grande hall, con il panciuto capofamiglia (erano in 3: padre, madre e figlio) che cantava ad alta voce gli inni degli ultras della Roma. Non potevi fare a meno di notarlo anche quando telefonava, dato che teneva un volume di voce alto al punto da disturbare tutti coloro che si trovavano nelle sue vicinanze.
Nonostante il divieto, venivano in sala da pranzo in canottiera e ciabatte, e più volte sono stati richiamati all’ordine da parte degli inservienti.
Ma il peggio del peggio avveniva al momento dell’ordinazione delle bevande (il cibo era a buffet) dato che il tizio, che non sapeva neppure una parola di inglese e dunque non era in grado di dire neppure ‘water’ o ‘wine’ o ‘orange juice’) ha spesse volte (sentito con i miei orecchi) deriso i camerieri che non lo capivano, o preso in giro gli stessi (in italiano e ad alta voce) per le loro caratteristiche fisiche.
Ma alcuni camerieri un po’ di italiano lo capiscono, ed hanno giustamente chiesto l’intervento del Direttore che in persona è venuto almeno 2 volte a chiedere in italiano al cafonissimo turista se ci fossero problemi e comunque di smetterla di provocare disturbo.
Mi sono vergonato per loro.
Ma l’incredibile è capitato al parco acquatico, presente nelle vicinanze del villaggio.
I supercafoni vengono fermati all’entrata dalla addetta che, in inglese, spiega loro che il figlio, essendo alto meno di 140 cm, può accedere ad alcuni giochi e scivoli ma non a tutti. Loro ovviamente non capiscono nulla di quanto viene detto, ma l’addetta non li lascia passare finché loro non danno un cenno di aver compreso il regolamento (tra l’altro anche esposto a lettere cubitali davanti ai loro occhi, ma ovviamente solo in inglese).
Mentre i 3 sono bloccati all’entrata arriva una famiglia di tedeschi con due figli, la quale anch’essa viene avvertita in inglese della regola basata sulla statura. Questi capiscono al volo ed entrano, di fatto superando i 3 supercafoni arrivati prima di loro.
Accortosi del sorpasso l’obeso genitore, in romanesco, manda a fare in culo ad alta voce i quattro tedeschi definendoli maleducati.

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