L’impossibile aiuto

Bruno è nato in Camerun, ha vissuto in Italia per parecchi anni davanti a casa mia (quando vivevo ancora con i genitori), e lo abbiamo visto studiare, laurearsi, trovarsi un lavoro e poi sposarsi. Parlavo di lui anche in questo post.
E’ una brava persona, sua moglie Giselle è una bella donna, e poi ha 3 figlie una più bella dell’altra. La più grande, Anita, è addirittura splendida, oltre che molto intelligente.
Bruno è tornato a vivere in Camerun, solo Anita è rimasta in Italia per gli studi universitari a Udine.
Due giorni fa mi trovavo a cena dai miei genitori, quand’ecco che squilla il telefono. Risponde mia madre e, sorpresa, è Giselle che chiama da Yaoundé.
Dopo i convenevoli di rito Giselle va al dunque e, mettendosi a piangere, spiega a mia madre che purtroppo l’attività di suo marito Bruno in Camerun sta andando molto male e loro stanno vivendo in ristrettezze economiche, e che addirittura gli studi di Anita sono a rischio. Hanno bisogno di un immediato aiuto economico almeno per permettere alla figlia di laurearsi.
Mia madre si è molto spaventata per queste parole, ma è stata altrettanto brava a spiegare che è molto improbabile che noi possiamo aiutarli a livello economico, perché per mille motivi anche noi (i miei genitori, io e mio fratello) viviamo in condizioni di delicato equilibrio, e nemmeno noi possiamo permetterci di sostenere economicamente un’altra persona. Potremmo ospitarla, questo certamente, ma Anita abita ad Udine, che non è
proprio a due passi da Padova. Giselle ha chiesto anche se possiamo fare qualcosa a livello parrocchiale, ma cosa mai potremmo ottenere? Chi potrebbe prendersi a cuore la situazione di una famiglia di cui nessuno conosce neppure i componenti? Facciamo anche finta di riuscire a raccogliere alcune centinaia di Euro: a cosa servirebbero? Basterebbero appena per alcuni giorni.
Io non vedo Anita da almeno 5 anni, e non so molto di lei attualmente. Mi concedo il pensiero che potrebbe trovarsi un lavoro per il proprio sostentamento, così come hanno fatto diversi miei amici nel periodo universitario. Il mio grande amico Big Ben, anch’egli camerunense, ha fatto i panini al McDonald per parecchi anni, e con i soldi guadagnati si pagava vitto, alloggio e studi universitari.
Dispiace non riuscire ad aiutare dei vecchi amici ma nessuno di noi familiari può, in questo momento, permettersi di tirare fuori molti soldi per il sostentamento completo di un’altra persona. Tasse universitarie, spese d’affitto, vitto e alloggio: tutto ciò ha un costo davvero troppo elevato per una famiglia come la nostra.
Credo (spero) che Giselle, che ci sonosce benissimo, abbia certamente capito.

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