Esame di coscienza

Sono assolutamente contrario al decreto ministeriale, indetto dal Ministro della Salute Lorenzin, che tende alla riduzione (di fatto coercitiva) delle prestazioni sanitarie prescritte dai medici curanti.

Innanzitutto è ora di finirla con i Decreti Legge.
Sin dalla scuola media ci insegnano che il potere legislativo è in mano al Parlamento ma, vizio tutto italiano, il Governo (potere esecutivo) insiste a legiferare attraverso decreti, di fatto ponendo il Parlamento in posizione subalterna. E’ una aberrazione che deve finire ma che, certo al 100%, non finirà.

Torniamo al decreto in questione.
E’ vero, ne siamo credo tutti consapevoli, che di sprechi in Italia ce be siano a bizzeffe, ma sono altrettanto convinto che quando si parla di ‘istruzione’ e ‘salute’ bisogna fare dei distinguo.
L’Italia è ultima, a livello OCSE, come percentuale PIL destinata alla istruzione.
A livello di spese per la sanità l’Italia si piazza in una posizione intermedia, ma comunque ben al di sotto delle eccellenze rappresentate da Germania, Francia e Olanda.
Se vogliamo avere una Nazione all’avanguardia, moderna e attrezzata, non deve neppure passare per l’anticamera del cervello una riduzione per queste due categorie di spesa pubblica (cui aggiungerei la ricerca scientifica, dove siamo davvero indietro; ‘fuga di cervelli’ vi dice nulla?).
Le spese sanitarie a livello nazionale hanno comunque delle distorsioni la prima delle quali, tuttavia, è da ricercare nello spreco di farmaci che rappresenta un danno di 2 Miliardi di Euro all’anno per lo Stato. In particolare c’è da considerare l’abuso di antibiotici che, oltre al fattore spreco, porta alla nascita di ceppi batterici resistenti al farmaco e, di fatto, più difficili da curare.
L’obiettivo del Ministro sembra essere quello di ridurre gli esami diagnostici (RM e TAC in particolare, ma non solo dato che l’elenco è davvvero lungo), spesso effettuati senza concreta necessità.

La mia prima considerazione è che “è meglio un esame in più non necessario, che un esame in meno se necessario”.
Seconda considerazione: la professionalità dei medici viene messa in dubbio. Perché lo Stato deve mettere dei paletti al medico quando svolge le sue normali mansioni ‘professionali’ e stabilisce la necessità di accertamenti per il proprio paziente? Perché il medico deve giustificarsi? Con l’età media crescente dei cittadini italiani, sarà sempre più inevitabile il ricorso ad esami medici dato che il peggioramento della salute è di fatto correlato all’avanzare dell’età delle persone.
Ma noi tagliamo.
Io soffro di calcolosi renale recidiva. Ho avuto parecchi ricoveri ospedalieri, in seguito ai quali ho sempre dovuto seguire l’iter dei controlli di varia natura (sangue, urine, ecografie, raggi, urologo, ecc…). E se il mio medico, per timore, mi negasse la prescrizione di questi esami e di queste visite?
Sono stato operato alla schiena alcuni anni fa, ed ancora soffro di dolori lombari anche acuti. Il ricorso alla Risonanza Magnetica o alla TAC si è reso necessario per capire l’origine dei miei problemi, per agire di conseguenza e, dopo l’intervento, per verificare la situazione. E se il mio medico mi avesse negato questi esami per apparire ‘virtuoso’ di fronte alle verifiche cui sarà sottoposto?

Non ci siamo. Non ci siamo proprio.
E’ come se, in una famiglia alle prese con problemi di budget, ricorressimo al taglio della frutta e della verdura “perché spesso vanno a male e vengono gettate” ma poi continuassimo ad avere l’ultimo modello di Smartphone.


Un secco ‘NO’ al taglio delle ecografie per i dromedari

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9 risposte a Esame di coscienza

  1. Erik ha detto:

    io invece sono molto più indeciso di te sulla questione perchè se i casi da te citati li capisco e condivido, come condivido il pensiero di “meglio un esame in più superfluo che uno in meno necessario” condivido anche chi ragiona in termini di costi e servizi e si vede costretto inevitabilmente a dover obbligatoriamente gestire un sacco di “carta straccia” perchè la gente va in panico o segue la moda oppure è semplicemente terribilmente disinformata…

    voglio dire, la mia vicina da la tachipirina per 10 minuti di raffreddore ai figli, da il nurofen se sono stanchi… li porta in prontosoccorso se hanno mal di testa dopo un giorno in cui hanno fatto 15000 tuffi in piscina giocando con gli amici…

    c’è un sacco di gente che va dal medico dicendo di avere chissà quali problemi magari solamente perchè hanno sentito o letto di qualcuno che si è sentito male o per equipararsi ad amici e conoscenti durante i loro racconti..

    ci sono un sacco di medici che ricevono persone che in realtà non hanno assolutamente niente se non qualche grado di solitudine e di conseguenza le loro sale d’attesa sono affollate, il loro grado di stress si eleva e la loro attenzione cala…

    e risponde di tutto questo chi ha male veramente che deve affrontare attese spesso prive di ogni senso e logica…

    ci vuole equilibrio in tutto e ci vorrebbe un pò più di serenità tra la gente, un pò più di informazione e un pò meno di panico…

    secondo me il discorso è molto più complicato di quel che sembra…. e a rimetterci sono sempre e comunque i medici o quelle persone che si mettono a disposizione degli altri che vedono sfruttata questa disposizione per i bisogni più variopinti dell’essere umano…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Certo la situazione è complicata.
      Ma il problema parte dall’alto.

      “Dobbiamo fare i tagli”
      “E dove li facciamo?”
      “Sanità va bene?”
      “OK”

      Questo non mi va.
      Sull’inutilità di certi esami sono d’accordo.
      Ma magari iniziamo a vedere che le Provincie (intese come Ente) sono inutili.
      Che i rimborsi elettorali ai partiti sono dannosi.

      Se tagliassimo il grosso, poi non ci dovremmo preoccupare se la vecchietta fa una ecografia in più o in meno.

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      • Erik ha detto:

        in realtà sono scatole chiuse a se stanti… concordo con ciò che dici meno con la conclusione che reputo meno matematica…

        ciò non toglie che il ragionamento di fondo applicato ha enormi lacune… e su questo credo sia impossibile non concordare..

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  2. Papillon1961 ha detto:

    Le tue considerazioni ci starebbero se non fossimo il popolo che siamo. Intasiamo i medici di famiglia e i pronto soccorsi per niente, quando addirittura non cerchiamo di avere assistenze che non ci spettano. Un aspetto questo, molto diffuso, che ha contribuito come le mangierie a peggiorare le cose. Per colpa di questi ora paghiamo tutti, come sempre, come per l’evasione.

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao.
      L’evasione a me dà molto più fastidio, perché causa danni irreparabili ai conti dello Stato.
      Per motivi di lavoro (che non posso citare) posso verificare numerose situazioni patrimoniali di gente che dichiara nulla o quasi, ma poi possiede bizzeffe di immobili e automobili costose.
      Sono capaci di farsi l’ISEE per poi avere gli sconti sui buoni pasto scolastici dei figli. Uno schifo.

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  3. ScartoPsichico ha detto:

    Condivido quanto scritto nell’articolo, per cui mi limiterò ad altre riflessioni.
    Perché si stanno facendo i tagli? Per evitare l’aumento dell’IVA a partire dal 2016? No: le risorse ci sono già. Perché siamo “a rischio” sulla questione della “flessibilità” dei conti? Neppure: Renzi – bontà sua… – dice che siamo a cavallo. E, allora, perché?
    Essenzialmente per due motivi: tagliare le tasse soprattutto ai ricchi (è notorio che tagliare le tasse sul patrimonio giova maggiormente a chi è “ricco”) e finanziare gli sgravi contributivi del “Jobs Act” che, come confermato dalla BCE e dall’FMI, non ha creato un solo posto lavorativo in più; quei pochi in più che sembrano esserci, esistono per fattori “esogeni”, cioè l’azione della BCE ed il greggio a basso costo. Nel frattempo, però, è nato il fenomeno dei “furbetti del Jobs Act”, cioè quelle aziende che licenziano dipendenti per poi riassumerli – dopo sei mesi – col nuovo contratto per usufruire delle agevolazioni. A spese di chi? Se quei soldi non li versano le aziende, sono i lavoratori ed i pensionati che tramite la pressione fiscale li finanziano.
    Come al solito, tasse pubbliche per interessi privati.
    Per meglio capirne e saperne, basta rivedere la puntata di “Presa Diretta” di domenica 20 settembre, incentrata quasi esclusivamente sulla cosiddetta riforma del lavoro.

    Nella speranza che la mia intrusione non sia stata sgradita, auguro buona serata ed invito sul mio blog 🙂

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