Stavo meglio prima. Parte 3 di 3: tampone uretrale

Non l’avevo mai fatto, e spero di non doverlo fare più, almeno nei prossimi 80 anni.
Entro in ambulatorio, il dottore mi fa sdraiare e mi dice di abbassare gli slip.
“Sentirà un po’ di bruciore, tenga duro”
In pratica mi devono inserire nel peppiniello un piccolo cotton fioc imbevuto in un liquido medicale.
3-2-1 un male della madonna pazzesco, un bruciore assurdo.
Mi riprendo leggermente e mi appresto a scendere dal lettino per sistemarmi ed andarmene.
“Stia fermo” mi dice il medico “dobbiamo fare il secondo”
“Il secondo?”
“Certo, deve resistere ancora un po’”
3-2-1 un male clamoroso, un bruciore acutissimo
“Bene Sig. Kikkakonekka. Ora può andare ma si ricordi che le prime 2-3 volte che andrà in bagno le brucerà un po’”.
Avevo paura di fare pipì, ed infatti andare in bagno, soprattutto la prima volta, è stato davvero molto doloroso.
Ad ogni modo, ho finalmente terminato di effettuare tutti gli esami di controllo, e nel frattempo mi è tornato il fastidio di 15 giorni prima accompagnato anche da febbre. Sono tornato dal medico e, presumendo si tratti non di uretrite bensì di prostatite, ho intrapreso una nuova terapia antibiotica (Ciprofloxacina) che durerà 14 giorni. Speriamo sia risolutiva.

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5 risposte a Stavo meglio prima. Parte 3 di 3: tampone uretrale

  1. Piero ha detto:

    Di solito la prostatite non solo porta febbre, dolore che s’irradia alla schiena, disuria, ritenzione urinaria e bruciori ma anche nicturia, ovvero frequenti minzioni nel corso della notte. Magari mi è sfuggito, ma è stata esclusa la possibilità che tu stia emettendo renella? Se ti è purtroppo già capitata una calcolosi, è probabile che si siano formati dei calcoli di renella che in quanto friabili, vengano emessi durante la minzione. Ciò spiegherebbe le difficoltà e il dolore. I calcoli di renella sono molto piccoli, non superando i pochissimi millimetri e difficilmente individuabili. Ci vuole un occhio molto esperto per scoprirli con una ecografia. La cipro dovrebbe funzionare solo per ridurre o eliminare l’infezione. Nel caso, c’è ancora la levofloxacina (1 cp 250mg x 5 gg.) più potente e ancora più assorbita elettivamente nei tessuti molli dell’apparato urinario (oltre che respiratorio). Ovvio che l’antibiotico non risolverebbe il problema a monte che potrebbe essere d’origine renale.
    PS non sono medico ma ho lavorato quasi 30 anni nell’ambito farmaceutico proprio nel settore antibiotici inclusi i fluorchinoloni. Quindi queste patologie, con relativi medici, farmacologi e pazienti, sono state “il mio pane quotidiano”. 🙂

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    • kikkakonekka ha detto:

      Azz Piero, ti nomino mio consulente di fiducia.
      Io ho avuto molteplici casi di colica renale dovuta a renella, di cui ho anche spesso accennato nel blog.
      Tuttavia questa volta il dolore è stato diverso, come tipologia e localizzazione. O la calcolosi si è evoluta in modo differente, con differenti sintomi, oppure si tratta di qualcosa legata alla prostata, che è stata diagnosticata come ipertrofica (seppur con PSA basso.
      Mi è stato detto che ci possono essere coliche nel basso addome causate dalla prostata infiammata.
      Fatto sta che, in effetti, al momento una diagnosi al 100% non ce l’ho. Diciamo che, con gli esami a mia disposizione, terminato il periodo dell’antibiotico dovrò far quattro chiacchere con un urologo.
      Grazie per le tue preziose info, ciao e buona giornata.

      PS Il tampone uretrale è pazzesco

      K.

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      • Piero ha detto:

        Purtroppo alcuni percorsi diagnostici in campo urogenitale sono spaventosamente dolorosi.
        Comunque se l’urino-coltura ti ha dato esito negativo, l’aumento dei leucociti in sé non giustifica la scelta di procedere con la terapia antibiotica. L’infiammazione della prostata dovuta a ipertrofia (che poi è più facilmente riscontrabile come saprai oltre i 50 anni) dovrebbe anche portare secrezioni biancastre o giallognole. Non mi sembra che tu ne abbia fatto cenno.
        Comunque è anche vero che la patologia non è matematica e che vi possano essere mille differenze da paziente a paziente.
        L’urologo è a questo punto un must.
        Buona giornata a te!
        Piero

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