La gita

La decisione di portare i ragazzi in gita in Francia era stata presa prima degli attentati che hanno sconvolto Parigi e le coscienze di tutti noi.
Ora però la situazione è mutata, e la riunione di ieri sera è servita per fare il punto della situazione con gli insegnanti e con noi genitori degli alunni di III media.
Certo che sarebbe veramente una occasione persa rinunciare a questa gita: 6 giorni a Cannes in un collège sulla Costa Azzurra, la mattina 3 ore di consolidamento della lingua francese, pomeriggio e sera a visitare non solo Cannes, ma anche Nizza, Montecarlo, Saint-Tropez ed Eze.
Molti genitori ieri hanno mostrato le loro perplessità nel ‘mandare’ in Francia il proprio figlio dopo quanto avvenuto in questi giorni, ma la maggioranza mi è parsa convinta che bisogna essere razionali e rendersi conto che una gita di questo tipo non presenta più ‘pericoli’ di quanti ce ne sarebbero a visitare per esempio le italianissime Milano, Roma o Firenze.
I professori/accompagnatori sono molto determinati a dare l’OK alla gita nonostante i legittimi dubbi di qualche genitore, ma il punto fermo è che ci deve essere un’adesione di almeno il 66% dei ragazzi, pena annullamento della gita.
Sarebbe un peccato.
Sarebbe la vera vittoria di chi vuole seminare terrore, togliendoci la gioia di vivere.

Eze. Bella, no?

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3 risposte a La gita

  1. Erik ha detto:

    per quel che vale ti posso dire che con la Francia e con i Francesi noi ci lavoriamo quotidianamente (come con un sacco di gente da ogni parte del mondo) e anche oggi ho diversi colleghi in diverse zone della Francia che mi parlano di un clima per quanto possibile sereno… ci sono controlli, intensificati specie per chi entra e chi esce ma questo dovrebbe essere un punto a favore, c’è il rischio come hai detto tu che è pari a quello delle grandi capitali… con un pò di ansia inevitabile anch’io sarei dalla parte di chi dà l’adesione… perchè è un occasione davvero importante per i bambini di confrontarsi con il mondo… un occasione che molti di noi non hanno mai avuto… detto questo è comprensibile anche un pò d’ansia che però non deve dominare su tutto altrimenti è davvero finita…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Grazie Erik per la tua testimonianza.
      In effetti non bisogna lasciarsi prendere da paure immotivate, anche se in effetti si tratta di mio figlio… quindi il pensiero ce l’avrò sicuramente.
      Ma l’esperienza sarebbe indimenticabile, per cui io (da bravo padre ansioso) lascierò comunque che vada rimanendo un po’ in pena per qualche giorno.

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  2. Pingback: Gita in avvicinamento | Non sono ipocondriaco

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