Racconto breve. “Avvocato Difensore”

“Vostro Onore, e Signori della Corte. Il mio assistito, come più volte ribadito durante l’istruttoria dibattimentale, si dichiara ovviamente non copevole.
No, noi non chiediamo l’assoluzione per “mancanza di intendere e di volere”, ma perché era “necessario” che lui si comportasse in tal modo.
Era stato scritto, ed era stato detto, che lui avrebbe dovuto comportarsi in tal maniera e compiere determinate azioni. Qui, Signori della Corte, si tratta di capire quanto l’umana intenzione si manifesti nel compiere determinati atti tramite il libero arbitrio, e quanto invece siamo noi, tutti noi, manovrati dall’alto, seguendo un copione che ci rende tutti colpevoli e non-colpevoli indipendentemente dalla nostra volontà.
E poi, diciamo la verità, la stessa vittima ha un evidente conflitto di interessi, dato che è proprio suo Padre ad aver scritto il destino del mondo e delle sue creature, rendendo così, in un certo senso, necessario passare attraverso un sacrificio umano di cui il mio assistito si dice anch’egli vittima.
Sì, certo, anche lui è una vittima.
Come definire altrimenti una persona che si sapeva già che avrebbe compiuto un tradimento? Se lo si sapeva già, non si poteva evitare di fargli compiere un’azione così meschina? E, se non lo si è fatto, non è perché forse “serviva” che lui facesse così?
E poi, ancora con questa storia dei 30 denari…”

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Racconti già pubblicati:

Il Mare
Il pianeta Bilia
L’orizzonte
La gara
La creazione
Ripetitività
Caro Diario
Il racconto della nonna
Il tempo all’incontrario
La caccia
L’incipit

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12 risposte a Racconto breve. “Avvocato Difensore”

  1. avvocatolo ha detto:

    Lo sapevo! Devi credermi lo sospettavo che fosse LUI dalla seconda riga! BRavo!

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  2. alessialia ha detto:

    Eh…!
    Guarda guarda che dall’inizio del racconto mi pareva piu strano del solito… Elevato x così dire…!

    Piace a 1 persona

    • kikkakonekka ha detto:

      Mi piace scrivere. Ho nel cassetto un bel numero di “racconti brevi” ed ogni tanto ne pubblico uno. Spero piacciano, se hai tempo puoi leggere anche quelli già pubblicati, non ti ruberanno molti minuti.
      Non sono scritti di getto, ma sempre pensati e ragionati.
      Ciao

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      • alessialia ha detto:

        Ma dai! Che bravo sei! Certo certo che me li leggo! Mi piace come scrivi. In modo diretto e senzA fronzoli!

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        • kikkakonekka ha detto:

          Invece il mio limite sono proprio i fronzoli.
          Ne parlavo con Avvo: ho tentato di scrivere dei racconti lunghi, ma non riesco a dare profondità ai personaggi, e di approfondire la loro psicologia. Per questo motivo le idee che ho in testa hanno un inizio ed una fine ben strutturata, ma mi mancano i “fronzoli”, cioè tutti quei stratagemmi (o capacità) di argomentare e di approfondire trama e personaggi.
          Chissà.

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          • alessialia ha detto:

            Eh ma non per forza ci debbono essere fronzoli per dare questa profondita e trama. Lo si puo fare benissimo ance con una scrittura asciutta e non ripetitiva.
            Avvo scrive con uno stile tutto suo ma é irriverente e piacevole. A mio parere non mette fronzoli inutile perche se una cosa è bella non ne ha bisogno….

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  3. Pingback: Racconto breve: “Il dipinto seriale” | Non sono ipocondriaco

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