Flashback: il mal d’auto

Avevo il terrore, da bambino e da ragazzo, di andare via in automobile.
Ogni volta che salivo in auto, rigorosamente nei sedili dietro, soffrivo di mal d’auto: nausea, giramenti di testa, vomito.
Pretendevo di sedermi davanti, ma la risposta era sempre la medesima: “Davanti si siedono solo gli adulti, e anche tua madre comunque soffre di mal d’auto”.
Così lei stava sempre davanti, io sempre dietro.
Si era soliti, ogni domenica, andare a trovare i parenti: nonni e zii sia materni che paterni che abitavano a circa 30 Km da casa nostra.
Questo accadeva in ogni stagione e con qualsiasi situazione climatica.
Il viaggio durava sempre il doppio del normale, perché io avevo sempre bisogno di almeno un paio di soste per prendere aria e talvolta per vomitare.
E sì che io amavo andare a trovare nonni e zii, ma per qualche strano motivo in me sorgeva già allora uno stato d’ansia che mi scombussolava e mi metteva in agitazione.
Ciò accadeva anche fossimo andati in auto in qualsiasi altro posto, per esempio in gita o in vacanza.
La cosa bella è che nei viaggi di ritorno stavo quasi sempre bene, solo l’andata mi metteva in soggezione.
I miei genitori, fantozzianamente, tentarono parecchi espedienti per distrami durante i viaggi e farmi stare meglio:
– la patata da tenere in mano
– le due monete da cento lire, una in tasca e una chiusa in un pugno
– i canti di montagna (anche se il tragitto era Padova-Venezia)
– la mano fuori dal finestrino
– la calamita in auto
– la messa a terra dell’auto per scaricare la carica elettrostatica
– le castagne in auto
– i braccialetti di rame
– il cerotto sul collo
– la liquirizia da tenere in bocca per tutto il viaggio senza scioglierla né deglutirla
– acqua santa

Non ho la minima idea di come venissero loro in mente certe idee strampalate, fatto sta che nessuna di esse funzionava.

Iniziai a stare meglio quando i viaggi in auto cominciarono a diradarsi, direi dalla prima superiore. La domenica pomeriggio dovevo per forza studiare e non potevo andare dai parenti. Se non avevo da studiare, allora andavo allo stadio.
Secondo me si trattava solamente di stati d’ansia; magari inconsapevolmente, ma io non volevo andare dai parenti, preferendo stare a casa. Ma l’ho capito troppo tardi, ed ancora oggi i miei genitori dicono che questi malesseri mi capitavano “perché ero debole”.

Oggi non soffro più di mal d’auto, ma mi capita in treno di dovermi sedere sempre guardando in avanti, altrimenti mi viene di nuovo la nausea.

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13 risposte a Flashback: il mal d’auto

  1. Marta Vitali ha detto:

    Io non ho mai sofferto di mal d’auto, ma ho poca pazienza che mi porta ad imprecare verso pedoni “troppo diligenti” o verso altri automobilisti troppo “disinteressati”… ecco… sembro una pazza che sbraita e va a spintoni, non sempre, ma spesso.

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  2. alessialia ha detto:

    io anche quando andavamo al paesello avevo il mal d’auto per tutte le curve del fine tragitto!
    i tuoi al tempo sono stati dei geni! ma come gli sono venute!!! io ne facevo due! pero mia mamma mi faceva mettere davanti in quei frangenti!
    beh si, se sul treno, ma anche in macchina guardi di lato, gira la testa e viene il mal di stomacuccio!

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  3. smadonno ha detto:

    un paio di belle tette da ciucciare e ti passano tutti i mali del mondo

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  4. Mai sofferto mal d’auto, mal di mare….solo quando prendo l’aereo al decollo debbo masticare una gomma, altrimenti mi si tappano le orecchie…buonanotte e buon fine settimana 🙂

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  5. Hadley ha detto:

    Io da piccola non lo soffrivo il mal d’auto…paradossalmente ho cominciato una volta adulta, ma fortunatamente non mi capita spesso…il mal di mare è il mio vero incubo…
    Comunque i rimedi di tua mamma li conoscevo quasi tutti… alcuni li avevo provati pure io… come le castagne e la patata…. secondo me sono metodi che funzionano per l’effetto placebo

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  6. francescodicastri ha detto:

    Io ne ho sofferto tra i 7 e i 14 anni e mio padre asseriva, non so in base a quale principio, che l’uomo ogni sette anni si modifica nei gusti, nelle abitudini e così via.

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