K! e il dialetto

I miei genitori mi hanno cresciuto parlandomi sempre rigorosamente in italiano, mentre tra loro si esprimevano in dialetto veneto.
Immagino che questa loro scelta fosse stata ben ponderata, ma in questo modo io il dialetto non l’ho mai perfettamente imparato.
Certo, per assonanza molte parole le capivo, ma non sarei riuscito a tenere una conversazione in lingua dialettale.

Tre scene mi sono state impresse mentre ero da amici (a casa dei miei amici il dialetto veneto era lingua ufficiale, ed io capivo solo il 10% delle conversazioni).
1) La mamma del mio amico Marco ad una festa di compleanno mi chiese “Gheto visto el corteo?” (Traduzione: “Hai visto il coltello?”), ma per me la parola “corteo” era, nel suo significato in lingua italiana, una sfilata di individui. Io risposi “no”, ma in realtà io il coltello ce l’avevo in mano, ma non avevo capito che il “corteo” fosse in realtà il “coltello”. Figurone
2) Sempre a casa di amici venne chiesto a me e all’amico Nebbia “Gavì butà e scoasse?” (Traduzione: avete gettato l’immondizia?), e sia io che il mio amico restammo con la faccia da fessi perché non sapevamo cosa fossero le “scoasse”
3) “Ocio aea scarpìa” (Traduzione: “Attento alla ragnatela”) fu una osservazione che non capii assolutamente, dato che non sapevo cosa fossero le “scarpìe” (pensavo ad un tipo di calzatura)

Crescendo ho arricchito un po’ il mio vocabolario dialettale, ma molti termini non li capisco ancora adesso, e mi rendo conto di essere velatamente ridicolo quando improvviso una conversazione in dialetto padovano.

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59 risposte a K! e il dialetto

  1. nascostatralerighe ha detto:

    Credo che questa cosa del parlare o meno il dialetto in casa quando ci sono bambini in crescita sia un dubbio che attanaglia le menti di tutti i genitori…quindi, se avessi potuto scegliere, avresti preferito che i tuoi parlassero in dialetto anche con te?

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  2. Marta Vitali ha detto:

    Io adoro parlare in dialetto, soprattutto con mia nonna, così le evito di dire strafalcioni degni di un nuovo vocabolario bilingua! 🙂 🙂

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  3. Stardust mamy ha detto:

    mia mamma è di padova, mio padre di ferrara. A casa mia solo italiano tranne quando mia mamma incontrava i suoi: lo adoravo!!!!! La scarpia effettivamente è un pò un’incognita ehhee

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  4. Oriana ha detto:

    Pensa che io ho genitori che parlano dialetti diversi, pur essendo nativi della medesima regione, quindi anche tra di loro hanno sempre parlato in italiano. In più si sono trasferiti a Milano da ragazzini (13 anni mio papà, 14 mia mamma), quindi loro stessi oggi avrebbero difficoltà a tenere una conversazione in dialetto.
    Il risultato? Spesso non capisco mia nonna (materna) quando parla… e, quando cerca di parlare in italiano, è ancora peggio! Poi, col tempo, il suo linguaggio regredisce sempre più al punto che tira fuori termini che erano in voga nel primo dopoguerra. Io e mio padre la guardiamo con gli occhi sbarrati, neanche stesse parlando una cinese… volgiamo lo sguardo interrogativo verso mia madre che si mette a ridere perché non capisce più nemmeno lei.
    Scene di ordinaria conversazione a casa dei miei.

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  5. rubino ha detto:

    io ho imposto il divieto assoluto a mio figlio di rivolgersi a me parlando in dialetto (farei troppa fatica a capirlo, in quanto quello che parla lui è troppo diverso da quello che sentivo parlare dai miei genitori), ma con la nonna e suo padre lo parla tranquillamente….purtroppo gli effetti si vedono poi nell’utilizzo delle forme dialettali nella lingua italiana. Buona giornata

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  6. Erik ha detto:

    non avrei compreso solo “scarpìa”… faccio molta più difficoltà a comprendere il friulano rispetto al veneto, sarà forse perchè mia nonna era di Treviso anche se ha sempre parlato un italiano perfetto con pochissima incidenza dialettale.. anche noi a casa parliamo italiano con i bimbi e tra di noi, tranne rarissimi casi in cui usiamo il dialetto, però mi piace che mio figlio sia in grado di comprendere anche in parte il dialetto della sua terra, così ogni tanto gli parlo nei vari dialetti regionali, dal triestino al bisacco al friulano, per quel che conosco… 🙂

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  7. Dora Buonfino ha detto:

    Sono cresciuta parlando in dialetto in casa e in italiano a scuola. Ho insegnato ai miei figli il mio dialetto (Avellino), come una doppia lingua, con ben chiara in testa la distinzione e l’uso che ne avrebbero potuto fare. Al contrario non conoscono il dialetto piemontese perché nessuno glielo ha insegnato, e questo dispiace…
    Il dialetto si impara a casa, in seguito difficilmente si troverà modo.

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  8. ElenaRigon ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente la gag della ‘cadrega’ di Aldo Giovanni e Giacomo

    Io sono convinta che il dialetto sia importante al pari dell’italiano e uno non deve escludere l’altro

    I miei genitori ne parlavano due diversi e con me parlavano in italiano. A scuola si è sempre parlato italiano ed è giusto così, anche per favorire l’integrazione di chi non è nato qua.
    Ma nel posto è normale, e anche molto bello a mio avviso, parlare nel modo locale.

    Io mi vergognavo a parlare dialetto da piccola, avevo associato il fatto che a scuola non si parlasse come un’esclusiva dei grandi; così chiamavo scopacce le scoasse (che suono liberatorio emette questa parola!!!) e bronce le bronse (braci)

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  9. I miei nonni hanno sempre parlato in dialetto tra loro, ma con me tentavano di esprimersi in italiano, conclusione lo comprendo ma non so parlarlo, e mi spiace tanto che questo linguaggio venga a sparire, secondo me fa parte delle tradizioni di un popolo…..Buon pomeriggio 🙂

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  10. yuki82 ha detto:

    A Palermo il dialetto è quasi un obbligo. Vado fiera della mia provenienza ma devo dire che in alcuni contesti ho trovato imbarazzante chi usasse il dialetto piuttosto che l’italiano.

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  11. Paola ha detto:

    Io sono bilingue in genovese

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  12. tararabundidee ha detto:

    A me hanno insegnato il dialetto e a casa si parla solo ed esclusivamente in dialetto e credo che sia giusto, si portano avanti le tradizioni, i modi, le origini quindi perchè non farlo, il dialetto rende meglio tante cose e questo non vuol dire che non siamo bravi ad esprimerci in italiano, in fondo si stanno perdendo i dialetti proprio perchè c’è gente che li considera sinonimo di ignoranza e questo non è assolutamente giusto!

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  13. Bloom2489 ha detto:

    Mi sentivo così a disagio quando non capivo mia nonna 😀 Non parlo abitualmente il mio, però è quel ‘linguaggio’ che quando serve, serve eheheh

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  14. Pingback: Caro vecchio Veneto… – LoVEneto

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