Dallo psichiatra. Parte 2 su 2: le pastigliette

Io ho detto apertamente al Dr. Stock cosa pensassi delle pastiglie: “mi sembra che, qualunque cosa io avessi detto, lei mi avrebbe comunque prescritto le stesse medicine”.
Lui, in modo flemmatico, mi ha detto che io ho solo una visione “parziale” della situazione, e che devo avere fiducia.
I farmaci prescritti sono due:
– Levopraid
– Venlafaxina (antidepressivo)

Entrambi questi farmaci hanno una lista di controindicazioni da far accapponare la pelle, che vanno dalla emicrania alla morte suicida, passando per sincope, allucinazioni, convulsioni, tachicardie, e mille altre patologie poco simpatiche.
Io ora è una settimana che sto assumento questi due farmaci, e già non ne posso più. Gli effetti collaterali che sto sperimentando in prima persona sono:
– insonnia e sbadigli
– tremore
– difficoltà di concentrazione
– forte debolezza a mani e braccia
– problemi al peppiniello (poco da ridere)

E’ pur vero che in questa settimana non ho avuto episodi di disfagia, ma se in cambio devo vivere da rincoglionito questo non mi sta per nulla bene. Chiederò al Dr. Stock di cambiare approccio.

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50 risposte a Dallo psichiatra. Parte 2 su 2: le pastigliette

  1. Oriana ha detto:

    Io difficoltà di concentrazione e male alle gambe li ho senza assumere farmaci!
    Colpa della stanchezza pre-agosto e dell’aria condizionata che mi fa gonfiare le caviglie come quelle di una novantenne!!! Oggi ho creato un microclima protettivo per i miei piedi mettendo calzini di spugna e stivali (estivi)

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  2. Dora Buonfino ha detto:

    Una settimana non basta. Comunque se questi non funzionano ne proverai altri. Devi solo trovare il farmaco giusto per te

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  3. Hadley ha detto:

    Io proverei degli approcci diversi… magari da affiancare alle terapie classiche… ai farmaci ci credo poco, come ho raccontato tempo fa soffro di alopecia areata e molti medici si ostinano a dire che è psicosomatica quando in realtà è una patologia autoimmune (negli anni ho potuto notare che non peggiorava nei periodi in cui ero più stressata ne migliorava quando ero serena) comunque mi avevano convinta ad andare da una psicanalista che mi ha prescritto jno psicofarmaco (io ero si depressa a causa dell’alopecia ma non il contrario) i farmaci non mi hanno aiutato, quando gli ho smessi ho avuto molti attacchi d’ansia. … il tempo e il mio impegno mi hanno fatto stare bene, perché andare da psicologi e psicanalisti se noi per primi non decidiamo di voler stare bene non serve a nulla

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  4. ElenaRigon ha detto:

    Ho avuto a che fare con gli psicologi alcune volte, ma ogni volta sono rimasta delusa perché nutrivo aspettative che mi potessero aiutare e a fine colloquio mi ritrovavo con la sensazione che ad essere più bisognosi di aiuto erano loro….
    Temo che lo psichiatra sia ancora peggio….
    Approfondirei la natura organica del problema; e se tale non è…. Me ne presti un po’ di disfagia? Io ho sempre fame anche quando ho già mangiato a sufficienza…

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  5. vitedicarta ha detto:

    ciao… ogni tanto riemergo a prendere aria….
    se posso permettermi… secondo me sarebbe meglio uno psicologo che uno psichiatra, per affrontare l’ansia forse ci sarebbe da affrontare quello che c’è dentro e ti porta a stare male….
    Ovviamente è solo il mio parere da spettatrice esterna..
    In ogni caso, In bocca al lupo!
    M.

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    • kikkakonekka ha detto:

      Io non avevo idea che si trattasse di uno psichiatra. Andando al Centro pensavo che, come le altre volte, sarei stato visto da un/una psicologo/a. E’ quando che ci siamo presentati che ho capito di avere a che fare con uno psichiatra. Sinceramente, nella mia ignoranza, non saprei dire cosa possa essere meglio.
      Ciao M.

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  6. Giusy Lorenzini ha detto:

    Dai che ti tengo compagnia! Levopraid, bene per il mal di testa da stress e per quando l’ansia ti serra lo stomaco, tanto che lo stomaco s’infiamma e fa male. Per gli attacchi di panico, xanax gocce, agiscono rapidamente anche per l’ansia. OK? Tranquillo Andrea, serena sera e un abbraccio, Giusy

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Giusy.
      Ma questi farmaci li usi ‘al bisogno’ oppure li devi assumere con metodicità? (scusa la domanda personale)

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      • Giusy Lorenzini ha detto:

        Al bisogno mio caro! Quando morì mio padre ad esempio, il dolore era così forte che le viscere e lo stomaco si contraevano per il dolore, impedendomi anche di mangiare, per mesi, per cui il Levopraid lo prendevo regolarmente15 gocce prima di mangiare. Ora, quando ho periodi più stressanti, compare la cefalea, che si riconosce se è da stress, perché il dolore si concentra sulle sopracciglia…altrimenti non lo prendo. Lo xanax, ugualmente, quando sento ho un momento particolare di agitazione lo prendo, perché agisce velocemente, infatti viene usato per gli attacchi di panico e per l’aracnofobia. Ho voluto specificare bene, perché con i farmaci non si scherza e comunque consulta il tuo medico. Ciao, ragazzo sensibile, perché tutto questo succede a chi ha un caratteri come il nostro. I menefreghisti, campano meglio! Un abbraccio, Giusy

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        • kikkakonekka ha detto:

          Ciao ragazza sensibile.
          Vuoi ridere? Io non ho assolutamente paura dei ragni, che anzi tengo in mano senza problemi e cerco sempre di salvare loro la vita quando ne trovo uno.
          Ho tuttavia paura della cavallette.
          Un besito.

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          • Giusy Lorenzini ha detto:

            Una paura in meno fa sempre comodo….ah,ah,ah, certo le cavallette…però hai ragione pensandoci bene, furono una delle dieci piaghe d’Egitto! 😊
            Ps. Lo xanax si prende anche per lunghi periodi, per prevenire gli attacchi di panico, mi sono ricordata ora, ciao K!

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  7. massygrifo ha detto:

    Questi attacchi di panico da cosa dipenderebbero: da una patologia pregressa o da uno stato di insufficienza di energia?

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Massy.
      Difficile spiegarlo, altrimenti forse sarebbe più facile trovarne la soluzione. Credo dipenda da molti aspetti psicologici: complesso di inferiorità, insicurezza, timore di non farcela, ingigantimento dei problemi. Di tutto un po’.
      🙂
      Genoano?

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  8. Stardust mamy ha detto:

    ciao, io ho avuto un’esperienza terrificante con un antidepressivo che prendevo per aiutarmi a sopportare il metotrexate che era fortissimo e mi buttava giù. Ci ho scritto un post per testimoniare la leggerezza con la quale vengono dati gli antidepressivi per cui se avverti che per te non va bene, fatti sentire! 🙂 In bocca al lupo https://reumamma.wordpress.com/2016/05/07/cymbalta-prendilo-e-leggero-dicono/comment-page-1/

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  9. Lucia Lorenzon ha detto:

    Io sono stata anoressica, bulimica ho rasentato la depressione. Sono snsiosa da sempre sempre, seppur meno di un tempo.Ma mi sono sempre rifiutata di assumere psicofarmaci se non ansiolitici al bisogno. Medici ne ho cambiati tanti. Fino ad approdare ad uno psichiatra che mi ha capita e col quale sono andata avanti solo con psicoterapia. Era anche ipnologo ma con me l’ipnosi non ha funzionato. E’ stata una delle figure più importanti della mia vita. Credo che con questo tipo di medici sia fondamentale anche il rapporto umano. Non basta la professionalità.
    Se non sono assolutamente indispensabili sono per non prendere questi farmaci (Ovviamente ci sono situazioni senza alternativa)
    Ah sempre andata con la mutua.

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  10. Lucia Lorenzon ha detto:

    Buon fine settimana Andrea

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  11. Marta Vitali ha detto:

    Per guarire devi (un po’) soffrire.
    Quindi! Impegnati a risolvere il prima possibile il problema e di conseguenza smetterai il prima possibile di prendere medicine and Co. che si, fanno bene da una parte, ma forse, male da un’altra…

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  12. mrsbean73 ha detto:

    Ho letto con grande interesse e partecipazione, caro Andrea! Innanzitutto come vedi sono in tanti aspetti attraversare momenti di crisi, con manifestazioni diverse.
    Io ho avuto un momento davvero difficile della mia vita in cui pensavo di non riuscire più a tornare me stessa. Mi sono fatta seguire e il dialogo e il tirare fuori le mie paure, i miei conflitti interiori, il mio senso di inadeguatezza mi servì molto. Si trattava di un neurologo, credo oggi con anni e conoscenze in più che non sia per nulla la figura adatta, eppure riuscì ad aiutarmi senza l’assunzione di farmaci. Mi ricordo che mi fece scrivere “la mia vita”, facendomi ripercorrere i momenti più gioiosi e dolorosi, e mi disse una frase che mi porto ancora dentro ” il temporale tornerà tante volte nella tua vita e soffrirai molto volte ancora, ma saprai metterti un po’ prima o anche solo in parte al riparo'” ti abbraccio con affetto!!! Forza 😃

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