Zanzibar dalla A alla Z. Parte 4 di 5: M-S

Moneta
A Zanzibar la divisa ufficiale è lo Scellino Tanzaniano (1 Euro = 2400 Scellini circa), ma Euro e Dollari vengono accettati ovunque.
Piccolo particolare, per nulla secondario:
– Se il prezzo è in Dollari, e tu vuoi pagare in Euro, il cambio applicato è 10:10, così 10 Dollari diventano 10 Euro. Ovvio che il turista ci rimette, dato che l’Euro vale più del Dollaro.
– Se il prezzo è in Euro, e tu vuoi pagare in Dollari, il cambio applicato è 10:14, così 10 Euro diventano 14 Dollari. Ovvio che il turista ci rimette, dato che il cambio ufficiale è circa 1,12.

In pratica l’inculata è sempre in agguato, anche nelle bancarelle più modeste.
La contrattazione è d’obbligo.

Pole pole
“Pole pole” significa “piano piano”, perché tutto a Zanzibar viene svolto con calma, senza fretta. Quando siete in aeroporto ve ne renderete perfettamente conto, sia per quanto riguarda il check-in, sia per quanto riguarda la gestione dei bagagli.

Prison Island
L’isola della prigione è piccola (800 x 200 metri), e si narra che venissero lasciati qui gli schiavi in quarantena prima di venire trasferiti altrove. Oggi è un’isola visitatissima per la presenza delle tartarughe giganti delle Seychelles, enormi, bellissime e con alcuni esemplari di età superiore ai 100 anni.

Sabbia
La sabbia di Zanzibar, ed in particolare (per mia fortuna) quella del mio resort (Waridi, presso Pwani Mchangani), è in assoluto la più bella che io abbia mai visto e calpestato. Chiarissima, leggera, friabile, simile al talco: una meraviglia assoluta.
Nelle altre spiagge dell’isola la sabbia, pur rimanendo bella, era meno fine.

Schiavi
Zanzibar è chiamata l’isola delle spezie e degli schiavi. La nostra guida ci ha raccontato la pratica dello schiavismo con dettagli anche racapriccianti, entrare nei locali dove gli uomini venivano segregati per giorni e giorni senza cibo né acqua mi ha davvero bloccato lo stomaco.

Spezie
Visitare le piantagioni di spezie e frutti tropicali è stata forse l’esperienza più bella di tutta la mia permanenza a Zanzibar.
Si possono annusare, toccare ed assaggiare i frutti di piante come cannella, cardamomo, pepe, chiodi di garofano, zenzero, citronella, noce moscata, vaniglia, cacao e poi frutti tropicali come cocco, banane, ananas, papaya, mango o il Jack fruit (da noi non diffuso) il cui sapore è simile all’ananas ma senza averne la nota acidula.
Ogni spezia possiede caratteristiche molto speciali, anche curative, e un sapore inimitabile, molto più intenso di quello delle spezie che troviamo nei supermercati nostrani.

Waridi: il resort della mia vacanza

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16 risposte a Zanzibar dalla A alla Z. Parte 4 di 5: M-S

  1. Neogrigio ha detto:

    interessantissima questa rubrica su Zanzibar, per essere perfetta dovresti corredarla di un bel servizio fotografico 🙂

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  2. Marta Vitali ha detto:

    Ecco! Sono perfettamente in linea con il mio amico di penna nel dire che si! E’ fantastico immaginarti saltellare sulla spiaggia, bellissima per carità, ma bollente, mentre ti lamenti pensando a cosa scrivere nel blog per mantenere la nota polemica.(Scherzo eh!)
    Ecco! Penso che manchino le foto per deliziarci ancora di più! E perché no, seguendo i tuoi consigli affrontare una vacanza simile….

    Piace a 1 persona

  3. indianalakota ha detto:

    Dovresti pubblicare tue foto in sollazzo per rendere meglio l’idea ;-)))

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ma io rovino le foto.
      E, a dirla tutta, io non rimango mai in sollazzo. Non mi stendo mai sul lettino, non prendo la tintarella. Magari mi vedi con il libro vicino al bar, all’ombra, con una bottiglietta di acqua.
      Sono atipico.

      "Mi piace"

  4. 76sanfermo ha detto:

    Non proprio, perché c’è almeno un’altra uguale a te: la sottoscritta
    Tutto interessante!

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  5. Paola ha detto:

    Spero tu abbia fatto il pieno di spezie per casa …

    Piace a 1 persona

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