Questione di tempo

Ho l’impressione che i nostri genitori, e prima ancora i nostri nonni, avessero molto più tempo di noi.
Tempo da dedicare a loro stessi, alla famiglia, al lavoro sui campi, a porsi domande ed a trovare risposte.
La tecnologia, che dovrebbe in teoria aiutarci a razionalizzare meglio il nostro tempo, ad utilizzarlo in modo più produttivo e consapevole, in realtà il tempo ce l’ha rubato.
Oggigiorno abbiamo cellulari, automobili, televisori, connessioni, computer… tutto al nostro servizio per aiutarci nel lavoro, nella gestione familiare e nella organizzazione della nostra esistenza.
Ma il tempo non ci basta mai.
Sbuffiamo. Rincorriamo noi stessi. Dobbiamo essere in due posti contemporaneamente.

Forse al bivio abbiamo preso la strada sbagliata.

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44 risposte a Questione di tempo

  1. indianalakota ha detto:

    Direi proprio che abbiamo preso la strada sbagliata! Il tempo deve essere al nostro servizio,non il contrario. Ma chi manovra i burattini ci vuole come robot,senza vita e super produttivi

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  2. Erik ha detto:

    non sono pienamente in accordo…

    nel senso che sembra che attribuiamo la colpa alla tecnologia ma essendo essa solo uno strumento, è sempre responsabilità di chi lo maneggia valorizzarne l’utilizzo… ormai è quasi una moda attribuire ai servizi che oggi sono possibili grazie al proliferare di progressi tecnologici la responsabilità della nostra scarsa passione e scarsa abilità nel cercare e creare idee di utilizzo della stessa.

    Se siamo superficiali, approssimativi e tendenti alla noia non è solo colpa della tecnologia, quanto colpa del nostro approccio alla stessa… siamo noi i primi a voler sostituire il nostro cervello con il core dello smartphone… siamo noi a non ribellarci da questo “giochino mentale”.

    I nostri genitori o nonni avevano più tempo, ma nella maggior parte dei casi non potevano che sentire una volta all’anno i loro fratelli che magari vivevano all’estero, rimanevano anni o tutta la vita senza vedere ne sentire i nipoti, e quelli che li vedevano si affidavano ad una fotografia. i campi si aravano a mano o con strumenti faticosi. Problemi che oggi si risolvono con un pò di buona volontà e una piccola dose di manualità in poco tempo allora rimanevano problemi per giorni, settimane o mesi.

    Ci si lamentava di meno, il tempo aveva un incedere diverso questo sicuramente, ma la tecnologia ha tolto almeno quanto ha dato, il resto secondo me va distribuito in termini di responsabilità con una prevalenza alla nostro approccio mentale, ed in questo senso, anch’io credo che abbiamo sbagliato strada…ma non è la tecnologia che ha messo il cartello nel verso del percorso sbagliato…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Come al solito non è lo strumento il problema, ma come lo si usa.
      Il coltello serve per tagliare, ma anche per uccidere…
      Fatto sta che siamo ormai schiavi di questa tecnologia, chiunque ci può rintracciare in qualsiasi momento, nascono nuovi bisogni (non essenziali) e per gestire il tutto a volte 24 ore non bastano.
      Anche perché si tratta di tecnologia usa-e-getta, che ti obbliga ad aggiornare il PC, a fare l’antivirus, a gestire le App e spostarle nella scheda SD, a verificare WhatsApp ed a mille stupidaggini del genere che alla fine ti fanno solo perdere tempo.

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      • gaberricci ha detto:

        Non è solo colpa nostra. Faccio un esempio che può forse aiutarci a capire: i miei genitori, quando da fidanzati avevano voglia di “intimità”, prendevano la macchina di uno dei due (macchina che però è già un ritrovato tecnologico) e se ne andavano in mezzo ad un bosco, dove nessuno (tranne qualche cacciatore fuori pista) poteva andare a rompergli le scatole. Oggi come oggi, tuo padre (cioè l’autorità) ti impone di portarti dietro il telefonino e magari di tenere acceso il piazzamento, se vuoi prendere la macchina: tu accetti perché devi, ma sai pure che, se vorrà, tuo padre potrà rovinarti la festa in ogni momento. Non so se mi sono spiegato.

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        • kikkakonekka ha detto:

          In effetti la tecnologia ha anche degli aspetti positivi, ovvero come nel tuo esempio quello di poter rintracciare una persona in caso di bisogno.

          Io però ho più di 40 anni, se mi imbosco in macchina mi si blocca la schiena ed il cellulare mi serve solo per chiamare il 118.

          😀

          Ciao

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          • gaberricci ha detto:

            Allora mi sa che non sono stato chiaro :-). Se i tempi sono ristretti, non è per il cattivo uso che facciamo volontariamente delle nuove tecnologie, ma per l’uso che siamo costretti a farne. E tra l’altro, l’accelerazione della vita è determinata anche, per fare un esempio, dai cambiamenti che tra gli anni Settanta ed oggi ci sono stati nel campo del mercato del lavoro.

            In ultimo, aggiungiamo pure che magari ci sembrava che i nostri genitori vivessero “più lentamente” perché eravamo bambini, e quando sei bambino tutto ti sembra più lento.

            P.S.: ho capito che devo smetterla di usare metafore :-).

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      • Erik ha detto:

        mi stona solo quel “ti obbliga” ma per il resto ovviamente condivido….

        come sai io vivo (lavorativamente parlando) da tecnologo, però poi quando arrivo a casa o il sabato e la domenica, spesso il cellulare lo lascio a casa!!! non ho antivirus sul pc ormai da più di 10 anni, whatsapp lo uso pochissimo… solo per dire il perchè della mia contrarietà al termine “ti obbliga”… 🙂

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  3. Marta Vitali ha detto:

    Ho l’ impressione che il tempo che avevano i nostri genitori, i nostri nonni ed i nostri bisnonni fosse esattamente uguale a quello che abbiamo noi.
    C’è una differenza.
    Loro avevano ben chiaro in testa quali fossero le priorità, loro a differenza nostra non venivano confusi dalla tecnologia come smartphone, tablet computer ed accessori.

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  4. Oriana ha detto:

    Il tempo libero (meno del nostro perché lavoravano più ore) lo dedicavano ai rapporti sociali offline, noi a quelli online.

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  5. alessialia ha detto:

    Oh…. E son d’accordo con te ed Erik!

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  6. claudio80to ha detto:

    E’ anche vero che noi vogliamo fare tante cose, tutte con la stessa priorità!! E per farle molto spesso servono soldi, per cui dobbiamo lavorare di più. Di conseguenza abbiamo meno tempo libero per fare le cose per cui abbiamo cercato di guadagnare più denaro…. E’ un gatto che si morde la coda!!! (Spero di non essere stato troppo pessimista 🙂 )

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Claudio.
      Hai centrato in pieno.
      Parlo di me: il lavoro, la famiglia, la spesa, la telefonata al papà, il dottore, ma anche scrivere due righe sul blog, verificare l’andamento scolastico del figlio ed i compiti da fare, internet per le notizie, poi le email, ma anche whatsapp perché non si sa mai che ci scappi una birretta oppure una cazzata con gli amici del fantacalcio, e poi i biglietti di Tiziano Ferro, e poi mille altre cose, e non sia mai che il PC si blocchi, che prendi un virus, che non devi aggiornare qualche App perché sarebbe tempo aggiunto alle mille cazzate che uno vuole fare anche se, stringi stringi, a parte 2 o 3 nessuna di esse è indispensabile.

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  7. Dora Buonfino ha detto:

    Avevano più tempo, ma anche sempre e solo le stesse cose da fare…

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  8. Ufff andrea…. certo che ne avevano di più di tempo… una giornata serviva x lavorare e sfamare la famiglia….. il marito…. di contro la tdm pensava e figli e casa (tua dolce metà)

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  9. Ne avevano poi di tempo non c’era nemmeno il cinema prima. ….. accidenti. .. le tecnologie ci rubano e basta…. sei social ti informi e vai avanti. .. non sei social tiri a campare…. ma il socia costa tempo e denaro… non è free… e il lavoro? La casa? I figli? Chi li porta avanti? Due gg x farne uno sarebbero cmq troppo pochi

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  10. mrsbean73 ha detto:

    Credo che il tempo sia davvero ormai la risorsa più preziosa e rara di cui disponiamo. E qui sta il punto il modo in cui ne disponiamo fa la differenza. Mi sembra che oggi ci sia un desiderio e una volontà di fare sempre più cose e conciliare sempre un maggior numero di bisogni. Spesso mi viene il dubbio di non saper scegliere, di non sapere bene neanche quello che voglio fare in prima battuta. Il tempo è sempre lo stesso, ma le “tentazioni” sono maggiori e il rischio di perderlo o buttarlo mi pare maggiore…grazie per questa tua riflessione!

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    • kikkakonekka ha detto:

      Meglio far poche cose con calma e bene, che molte con fretta e meno bene.
      Ma il problema è che la tecnologia da una parte semplifica, dall’altra ti schiavizza.
      Senza contare che si tratta di finta tecnologia; prendi le lavatrici: 10000 giri, caricamento dall’alto anche durante il lavaggio, 80 funzioni, risparmio d’acqua, risparmio energetico…. e poi si rompono dopo 5 anni di utilizzo. La lavatrice “San Giorgio” dei miei genitori durò 35 anni senza rompersi mai.

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  11. Hai ragione Andrea, il tempo manca sempre, ma non è poi colpa della tecnologia ti porto un esempio accaduto qualche tempo fa al lavoro….da noi si studia musica, una madre vuole iscrivere al figlia a violino….io però vorrei venire il venerdì, perchè mia figlia al lunedì ha catechismo, il martedì palestra, il mercoledì ballo , giovedì sono impegnata io, quindi debbo venire esclusivamente di venerdì….maaaaa povera figliola, non ha nemmeno 10 anni e la vita completamente piena…….
    Buona serata…..e prendiamocela comoda….

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  12. aspiranterunner ha detto:

    Hai perfettamente ragione La tecnologia ci ha aiutato a ma chiaramente quando riesci ad ottimizzare i tempi grazie alla tecnologia vengono imposti nuovi obiettivi e nuove sfide. Di conseguenza siamo sempre a rincorrere il tempo che non basta mai …

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  13. Hadley ha detto:

    Io la penso come Erik secondo me non è colpa della tecnologia ma del progresso in generale. Mi spiego meglio mia nonna mi racconta spesso di quando era giovane, lei veniva da una famiglia povera e piuttosto ignorante (mia nonna ha studiato solo fino alla terza elementare ) per loro il divertimento era andare il sabato sera in stalla del vicino a ballare mentre delle persone (che evidentemente non erano neppure in grado) suonavano… ora si studia e se paragono alle serate in cui vado io a ballare, se il gruppo che suona non mi piace ho fa troppi errori non vado più ad ascoltarlo (c’è sia la possibilità di scegliere altro sia una maggiore cultura musicale )
    Oppure vivevano tutti nella stessa casa, senza intimità senza privacy (ma siamo sicuri che fossero davvero più felici?)
    O ancora io in autunno vado a colgliere castagne, oppure in inverno in montagna con i cani a giocare sulla neve, o al mare …loro non facevano nulla di tutto questo perché non avevano un mezzo per arrivarci, erano felici di passare la serata nella stalla dei vicini perché non conoscevano altro e dovevano farselo andare bene…
    E sebbene io sia sempre di corsa sono felice così, perché il mio essere di corsa è dovuto dalle mille passioni ed impegni, se lavorassi e basta sarei piena di tempo libero

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Hadley.
      Sto notando come le opinioni riguardo la tecnologia, e l’uso che ne facciamo, siano spesso diverse dalle mie. Ben venga.
      Io ho solo un po’ di nostalgia di quando le giornate passavano senza la frenesia attuale, ed in effetti ci (mi) mancavano molte cose, ma non ne sentivo la mancanza, né la necessità di averne.
      Anche la mia vita ora è molto ‘piena’, ho molte piccole attività ed hobbies da portare avanti, ed in effetti non me ne priverei, anch’io preferisco ‘correre’ piuttosto che avere tempo e non sapere cosa fare.

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