Commozione 2.0

Le stragi in Belgio, in Francia, in Tunisia.
I bombardamenti in Siria.
Le sparatorie e le stragi negli USA.
Ma anche l’incidente ferroviario, il disastro aereo.
I terremoti, in Italia e nel mondo.
O casi singoli di malattie, sacrifici, piccoli atti di eroismo.

Al giorno d’oggi le notizie, propagate dai mass media e dei social network, ci commuovono e ci fanno piangere con una frequenza di cui faremmo volentieri a meno.
Ma sono vere lacrime?
Sì.
La commozione è vera/reale/tangibile.
Ma nella vita d’oggi tutto scorre in fretta.
Ti commuovi per l’ultimo atto terroristico, ma un minuto dopo stai telefonando. Un minuto dopo stai bevendo un caffé. Un minuto dopo stai usando WhatsApp. Un minuto dopo stai scrivendo un post o un commento.
La vita va avanti con una fretta inesorabile.
E la commozione, che è stata magari vera/reale/tangibile, dopo pochi minuti l’hai già superata.

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14 risposte a Commozione 2.0

  1. indianalakota ha detto:

    Resta sempre un poco di tristezza. Purtroppo noi non possiamo farci niente,ma nel nostro piccolo si possono aiutare i terremotati inviando ciò di cui hanno bisogno,facendo volontariato,e fermare la violenza quando la vediamo

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  2. Verissimo. .. oggi non abbiamo tempo nemmeno x la sofferenza

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  3. Erik ha detto:

    Le lacrime possono anche essere vere e sincere, quello che mi chiedo però è:

    se durassero di più, se i tempi fossero meno frenetici, cambierebbe qualcosa??

    voglio dire, io penso che la commozione come sentimento in se è sempre frutto di istanti, è talmente intensa che se durasse più a lungo diventerebbe pure pericolosa… di fatto ci si emoziona, ci si rattrista in un istante… non è il tempo ad essere indicatore significativo di verità, di sincerità e ciò che si fa dopo… sono sempre le azioni che derivano da quell’emozione a fare la differenza…

    puoi condividere empaticamente il dolore, puoi disperare o piangere per il dolore altrui ma questo non cambia la cose ne mette in discussione la tua sincerità.. il fatto è che non sarà questa sincerità o questa realtà a cambiare niente, troppo spesso ci si aspetta e ci si interroga sull’onestà di queste esternazioni… ma di fatto poi non è la loro origine nobile o meno a determinare il livello di cambiamento che ognuno di noi può imporre al destino o al tempo.

    concordo perfettamente invece con la tua speranza che le raccolte fondi abbiano un senso e vengano destinata veramente alle cause promotrici…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Anni fa, prima dell’avvento di internet, per una persona i momenti di commozione erano legati alla perdita dei familiari/amici o a situazioni gravi vissute per lo più in prima persona.
      Ora, con il flusso di informazioni che subiamo, anche i motivi per ‘commuoverci’ si moltiplicano, ma di fatto si crea una ‘abitudine’ alla commozione, snaturandone secondo me il significato.
      Se ci sia abitua alle brutte notizie poi (magari involontariamente) la loro gravità non ci farà più effetto, o solo in maniera minima. La prossima brutta notizia sarà solo una tra tante.

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      • Erik ha detto:

        vero ma è anche vero che un sacco di azioni in più rispetto a prima sono state rese possibili da questo ampliarsi del flusso di informazioni… sono nate associazioni tra persone che probabilmente prima di internet non si sarebbero mai nemmeno potute conoscere… così come sono state curate persone in luoghi remoti… io credo che la sensibilità della gente non si placcherà per abitudine…

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  4. 76sanfermo ha detto:

    Rimane però un malessere generale e neanche tanto in sottofondo….
    Come dici tu speriamo di riuscire ad aiutare chi ha bisogno anche se , almeno apparentemente , ritorniamo tutti distratti e lontani.
    The show must go on..
    Ciao!

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  5. Emozioni ha detto:

    Non penso. Guai a restare impassibili.. È logico poi, tornare alla vita di sempre, l’importante è ricordare e pensare che ci sono persone che soffrono. Soprattutto quando ci lamentiamo e siamo insoddisfatti del nostro vivere…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Dina.
      Nessuno resta impassibile, volevo solo dire che se veniamo bombardati quotidianamente da cattive notizie, poi subentra la assuefazione. Proveremo dispiacere, ma sarà questione di un attimo, di un’ora, di un giorno. Poi ci sarà una ‘nuova’ cattiva notizia a prendere il posto della precedente.
      Assuefarsi alle cattive notizie è la cosa peggiore.

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  6. Giusy Lorenzini ha detto:

    Questo problema è grande come una casa, anch’io l’avevo notato, questo continua miscelazione di notizie belle o brutte, questi flash di intermezzi pubblicitari tra un morto scannato e un pannolino ultra sottile, credo che mandino il nostro cervello in tilt! Si, credo sia proprio così, un’iperattivita’ cerebrale che praticamente ad un certo punto azzera le nostre emozioni, insomma alla fine tutto è niente, credo che faccia comodo a parecchi trattarci così….Le grandi illuminazioni si ricevono nel silenzio, con la meditazione, la riflessione…non credi? Notte K, Giusy

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  7. alessialia ha detto:

    Sentirsi impotenti…

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