Chanson d’automne

Chanson d’automne

Les sanglots longs
Des violons
De l’automne
Blessent mon coeur
D’une langueur
Monotone.
Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l’heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure,
Et je m’en vais
Au vent mauvais
Qui m’emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.

Canzone d’autunno

I lunghi singhiozzi
dei violini d’autunno
mi feriscono il cuore
con languore
monotono.
Ansimante
e smorto, quando
l’ora rintocca,
io mi ricordo
dei giorni antichi
e piango;
e me ne vado
nel vento ostile
che mi trascina
di qua e di là
come la foglia
morta.

(Paul Verlaine)

Questa poesia mi venne fatta imparare a memoria quando avevo solo 10 anni, ero alle elementari. La imparai in francese, ma ci venne insegnata anche la sua traduzione.
Piccolo particolare: si tratta di più di 30 anni fa, quando né l’inglese – né tantomeno il francese – venivano insegnati alle elementari.
Il perché di questa scelta della maestra non l’ho mai capito, ma quella poesia, ormai così lontana nel tempo, mi si è scolpita nella mente e ancor di più nel cuore.

Strano come – ero solo un bambino – queste righe potessero dipingere alla perfezione il mio animo malinconico e solitario. Certo, avevo gli amici, giocavo con loro fino allo sfinimento, ero certamente ‘felice’, ma la mia vera essenza veniva tratteggiata da questi versi così sfumati che richiamano i colori autunnali.
Ho sempre affermato che l’autunno è la mia stagione preferita, e forse questa poesia è anch’essa alla base di questa mia predilezione.

E questi violini suonano e mi accompagnano, ed io mi ritrovo a ballare una danza bagnato da pioggia e da lacrime, mentre la mente viaggia verso boschi lontani, verso paradisi spazzati dal vento, dove ritrovo paesaggi ormai dimenticati e sguardi d’amore che non vorrei lasciare mai più.

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14 risposte a Chanson d’automne

  1. Neogrigio ha detto:

    Me la fecero studiare a memoria pure a me e mi capita spesso di recitarla, me la ricordo ancora e mi piace un sacco. Niente…abbiamo troppe cose in comune noi due eheh. Sai che questa poesia venne usata dagli alleati come codice per avvertire i partigiani francesi che nella notte ci sarebbe stato lo sbarco in Normandia? Settimane prima venne recitata in radio la prima frase “Les sanglots longs Des violons De l’automne” e solo la sera dello sbarco la chiusura del codice “Blessent on coeur D’une langueur Monotone”. Era il segnale, e i partigiano si fecero trovare pronti. Puoi vedere la ricostruzione anche nel celeberrimo film “Il giorno più lungo” con tutti quegli attori famosi tra cui John Wayne.

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  2. indianalakota ha detto:

    Hai l’anima del poeta,altrimenti l’avresti odiata 😉

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  3. Marta Vitali ha detto:

    Oggi pane e cultura… Eh niente. Ci stupisci sempre! 🙂

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  4. Miss E. ha detto:

    Non la conoscevo, non è una delle tante poesie studiate a scuola. Ma è molto bella! 🙂

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  5. lamelasbacata ha detto:

    Una splendida poesia accompagnata da parole, le tue, altrettanto belle e musicali. Bravo K! 🙂

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